“Alla riscoperta delle nostre radici” La visita guidata in Città Vecchia con Enzo Risolvo

tanti tarantini innamorati di Taranto vecchia

Anche quest’anno, come tutti gli anni fin dal 2003, tantissima gente ha partecipato alla visita guidata nella città vecchia, dal titolo “Alla riscoperta delle nostre radici”. (visite guidate gratuite in città vecchia, con impepata di cozze, anch’esse gratuite).

Circa un centinaio di “tarantini/turisti” domenica, 28 agosto 2016 hanno voluto rivedere la nostra isola madre, gioia e dolori di tanti tarantini.

Il percorso individuato da Enzo Risolvo ha previsto una piccola introduzione in piazza Castello (parlando delle colonne doriche, di Archita, Pitagora e Filonide e tanto altro) per poi entrare nel castello e visitare la cappella di San Leonardo (dove sono stati spiegati i motivi di alcuni detti: de hàme pèrse Felìppe cu tùtt’u panáre, di Raimondello Orsini, di Malacàrne, Maria D’Enghien e de ‘u uadàgne de María Prène). All’affaccio a mare, Enzo Risolvo ha parlato dei vecchi ponti, dell’avvallamento, del fosso, del canaletto dell’attuale canale, del primo palazzo costruito nella città nuova e della tradizione de ‘u piccìnne sùs’u pònde, oltre a spiegare che prima dei lucchetti dell’amore, a Taranto c’era una tradizione simile ma molto più antica e simpatica (per venirne a conoscenza… bisogna partecipare alle visite guidate).

Usciti dal castello si è parlato dei teatri (Paisiello, Sant’Angelo e D’Ayala Valva), di pal. Di Stani, pal. D’Aquino/La Riccia e casa Sant’Egidio (ove, oltre alla storia del Santo e della sua conoscenza della medicina empirica) ed è stata declamata una preghiera in vernacolo dedicata al nostro Santerello.

Arrivati al mercato del pesce si è parlato del ghetto degli ebrei, dei murici e della porpora, della zona Le Fontanelle, de ‘u mònde de le cuèccele (qualcuno scrive quèccele), della villa Peripato e dei peripatos, di Icco (l’atleta di Taranto), dell’Arsenale Militare, della mitilicoltura e ostricoltura, dei citri, della pinna nobilis e de ‘a vàrve d’a parricèdde, de ‘u ‘spedále de le písce, dei due mari di Taranto, dei tre ponti, del sesso delle cozze e di tutta la molluschicoltura (prodotto ritenuto afrodisiaco, tant’è che a Taranto, si dice, che la “pillola azzurra” non se ne vende perché ‘u tarandíne mangiànne òscre cuèccele e javatúne accundènd’a bbiònde ‘a ròss’e ‘a bbrúne).

Nella chiesa di San Giuseppe si è parlato dell’attuale e dell’antica chiesa, delle tradizioni di San Giuseppe (qui Enzo Risolvo ha sciorinato tutto lo scibile delle tradizioni, delle preghiere e invocazioni in vernacolo, parlando di pittaggi e pittaggeri).

Passati da vico Zippro, Enzo si è soffermato e ha dichiarato che proprio in quel vico è nato lui, 67 anni fa (qualche anno fa scrisse il libro Vico Zippro, ormai introvabile, come tutti i libri di mio padre).

Passati nel vicoletto Ss. Medici, sono state svelate altre curiosità: ‘u taraddùzze de Sande Còseme, ‘a messa pezzènde e a cèrca pezzènde.

In via Di mezzo il gruppo è stato condotto all’antica fornace medievale, poi in piazza San Gaetano (parlando della statua miracolosa di questo Santo) e in vico Reale (ricordando la tragedia del maggio 1975, dove morirono 6 persone dovute allo sventramento di un palazzo).

In via Cava, si è potuto visitare l’ipogeo con la fornace dove si produceva vasellame invetriato.

In vicoletto SS. Crocifisso, Enzo Risolvo ha sciorinato una serie di usi e costumi della Taranto di un tempo (‘u strìttele de le ‘nnammuráte, sgangáte senza díende…, ‘u ‘ndrattíene, lúna lúne, tre piàtte de maccarrúne…,’mmínz’a quésta fundanédde…, ecc.

E dopo questa lunga scorpacciata di modi di dire, usi, costumi, tradizioni e dialetto, tutti al ristorante prospiciente il mare di via Cariati ove Angelo, il titolare, ha offerto a tutti le còzz’a puppetègne (è stato spiegato perché l’impepata di cozze è così chiamata).

Sazi delle cozze e di tutte le conoscenze acquisite nel corso della visita guidata, il gruppo si è sciolto. Il prossimo appuntamento è per domenica 4 settembre alle ore 9.30 in piazza Castello, per un altro itinerario, ricco di storia, tradizioni e culàcchie de stòrie.

Per info 338/8919816 (Rosa); 340/2860566 (Enzo)

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