Allo Yachting Club il SUD di Sergio Rubini

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di SILVANA GIULIANO

Venerdì 2 settembre si è chiusa con “Sud” il recital di Sergio Rubini la rassegna “L’angolo della conversazione Estate 2016”, organizzata dallo Yachting club di San Vito. Ha contribuito la BCC San Marzano di San Giuseppe che per i suoi 60 anni di attività sul territorio ha voluto offrire uno spettacolo che ha già riscosso notevole successo in tutta Italia. Ha presentato la serata la giornalista Rosalba De Giorgi.
Il recital inizia con la storia di Matteo (nato ad Apricena nel 1925) e che si svolge in varie località del sud nei decenni successivi al primo conflitto bellico. Un ragazzo che oggi avrebbe “l’età di mio padre” ha precisato Rubini dal palco”. Erano quelli anni difficili, vissuti con fatica, ma anche con speranza e volontà di riscatto. “In quegli anni c’era una miseria nera, la fame potevi tagliarla con il coltello. C’erano solo tre qualità di pasta. La prima qualità era di pasta bianca, la compravano i ricchi. La seconda qualità mezza bianca e mezza nera era per gli impiegati del Comune. La terza qualità era nera e amara, la povera gente non poteva comprare neppure quella”. Matteo fu invitato a pranzo da un ricco medico, non per generosità, ma perché con il suo appetito avrebbe dovuto stimolare l’inappetenza del figlio don Gigino. Matteo dopo anni di sacrifici diventò un noto compositore e cantante di musica popolare pugliese, Matteo Salvatore.
Ad affiancare Rubini, per tutta la durata dello spettacolo, l’amico e concittadino Michele Fazio, che ha eseguito al pianoforte brani musicali di sua composizione.
Il recital è un lavoro a metà tra poesia e prosa in cui è descritto il Sud, anzi la Puglia, un territorio ricco di fascino, ma anche di contraddizioni. “Quando penso al Sud penso al mio paesello, pieno di tante attrattive. Lì sono riuscito a coltivare la mia passione che poi è diventato il mio lavoro”. Nella seconda parte dello spettacolo, ambientata nel 1975, in un Salento non ancora invaso dai turisti, si racconta il conflitto fra i ragazzi benestanti di un villaggio balneare della costa salentina e i figli dei pescatori, dei pastori e dei contadini detti “cafoni”. La storia, i cui protagonisti sono Angelo, ovvero Francisco Marinho (dal nome del famoso calciatore brasiliano) e la fidanzata Sabrina, è stata tratta da “La guerra dei cafoni”, il libro dello scrittore Carlo De Amicis e da cui è stato realizzato l’omonimo film.
A chiusura dello spettacolo, Rubini ha recitato quasi cantando una divertente filastrocca, completamente in vernacolo, sui soprannomi degli abitanti di Grumo Appula.

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