San Cataldo benedice il ritorno degli idrovolanti a Taranto

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Una nuova storia tarantina racchiusa in una immagine: due idrovolanti flottano sullo specchio d’acqua prospicente il Molo Sant’Eligio sotto lo sguardo benevolo della statua benedicente di San Cataldo!
I due velivoli anfibi si riportano davanti il Molo Sant’Eligio, da cui sono appena scesi in acqua, fermandosi di fronte al pubblico emozionato; i piloti escono dall’abitacolo e depongono tra i flutti due corone di fiori: una in memoria di tutti i caduti del mare e del cielo, e una “dedicata” a Giacomo Campo, l’operaio deceduto in mattinata in ILVA la cui morte ha velato di tristezza questa giornata.
I piloti rientrano nell’abitacolo e, dopo aver raggiunto l’estremità della darsena, danno “tutta manetta” al motore facendo accelerare i loro idrovolanti che, dopo solo pochi metri di rincorsa, tra mille spruzzi d’’acqua decollano lanciandosi nel cielo azzurro, dando inizio a una serie di voli tecnico-dimostrativi.
Dopo lustri di assenza gli idrovolanti sono tornati nei mari e nei cieli di Taranto, non per svolgere missioni militari come accaduto nel secolo scorso, ma per contribuire ad aprire una nuova pagina dell’economia tarantina, questa volta basata su quella “green economy” che vede nel turismo uno dei suo assi portanti!

Sono due idrovolanti anfibi, ovvero dotati di ruote che consentono loro di operare anche sulla terra ferma, giunti in volo dal Settentrione: si tratta, in particolare, dei velivoli ultraleggeri “Legend 540” del pilota Graziano Mazzolari e “Savannah ICP” del pilota Ludovico Vezzani.
I due velivoli sono a Taranto per partecipare all’incontro-dibattito “Ali sul Mare… il ritorno degli idrovolanti a Taranto”, tra passato e futuro, radici storiche e opportunità di sviluppo, che si è tenuto, al Molo Sant’Eligio, nella mattinata di sabato 17 settembre.
Moderati da Walter Baldacconi, direttore della testata giornalistica televisiva Studio 100, sono intervenuti Ippazio Stefano, Sindaco di Taranto, Antonio Melpignano, presidente del Molo Sant’Eligio, il Ten.Col. Pier Giorgio Farina, comandante del 65° Deposito Territoriale dell’Aeronautica Militare, Orazio Frigino, presidente dell’Aviazione Marittima Italiana, Mauro Calvano, pilota e presidente di Magister Ludi, Graziano Mazzolari, pilota e titolare della Scuola Italiana Volo.
L’incontro è servito ad istituzioni, imprenditori ed operatori del settore aeronautico per presentare e fare il punto su due progetti incentrati sul ritorno a Taranto degli idrovolanti, entrambi in grado di contribuire allo sviluppo del comparto turistico.
Ad assistere all’incontro, oltre a tantissimi cittadini, tra loro anche una classe dell’Istituto “Pitagora” guidata dalla docente Enza Tomaselli, l’ammiraglio di divisione Edoardo Serra, comandante del Comando Marittimo Sud della Marina Militare Gianni Azzaro, vicepresidente della Provincia di Taranto, e una nutrita rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Taranto: l’assessore alle Attività produttive Giovanni Guttagliere, l’assessore al Marketing territoriale Francesco Cosa, l’assessore alla Cultura Gina Lupo, il presidente del Consiglio comunale Pietro Bitetti e il consigliere Andrea Lazzaro.
Il programma dei lavori è stato modificato in corso d’opera per consentire a Ippazio Stefano, dopo il suo intervento, di lasciare prima del previsto il Molo Sant’Eligio per partecipare in Prefettura all’incontro con il viceministro Bellanova per la morte di Giacomo Campo. Lo stesso Sindaco di Taranto ha voluto che una delle corone floreali fosse “dedicata” alla memoria del giovane operaio deceduto in mattinata, consegnando egli stesso l’omaggio floreale al pilota che poi l’avrebbe deposta in mare.
L’imprevisto ha impedito a Ippazio Stefano di “inaugurare” la serie di voli che, dopo l’esibizione in volo, i due idrovolanti hanno effettuato imbarcando autorità per mostrare loro le capacità di questi piccoli velivoli in grado di decollare e ammarare in specchi d’acqua ristretti; in questo caso l’Amministrazione comunale è stata “rappresentata in volo” da Giovanni Guttagliere, assessore alle Attività produttive, mentre per la Marina Militare ha effettuato il volo dimostrativo l’ammiraglio di divisione Edoardo Serra.

Nell’occasione Antonio Melpignano ha confermato l’intenzione di “dedicare” un pontile del Molo Sant’Eligio alle attività degli idrovolanti anfibi di piccole dimensioni, idonei all’attività ludico-sportiva, con cui dare vita a una scuola di volo che andrebbe ad affiancarsi a quelle di vela e di voga già presenti al Molo Sant’Eligio, nonché alle attività dei catamarani della JDC; queste scuole di attività sportive contribuiscono non solo a creare nuove opportunità lavorative nel settore turistico, ma soprattutto consentono a tanti nostri giovani di apprendere i valori sani e positivi dello sport, un ruolo “culturale” che il Molo Sant’Eligio svolge a favore della città.

Oltre a questi idrovolanti di piccole dimensioni, da una banchina nel porto mercantile a Taranto potranno operare velivoli di maggiori dimensioni, come il de Havilland Canada DHC-6 Twin Otter, un bimotore turboelica che può trasportare fino a 19 passeggeri.
Questi potrebbero essere impiegati per offrire come escursione, ai passeggeri delle navi da crociera in porto a Taranto, un tour aereo sulle bellezze della Puglia, con il decollo e l’ammaraggio in mare e il sorvolo delle località più suggestive della regione, una indimenticabile esperienza turistica che, durando un’ora circa, potrebbe essere replicata più volte nel corso della giornata, rendendo economicamente remunerativa l’iniziativa.
Come già avviene in tutto il mondo, l’utilizzo degli idrovolanti, velivoli dal bassissimo impatto ambientale, rappresenta un’imperdibile occasione di sviluppo del turismo e di mobilità innovativa intermodale.
Nell’incontro-dibattito tenutosi al Molo Sant’Eligio, infatti, è stato presentato anche un progetto, realizzabile in tempi brevi grazie a finanziamenti europei, per un collegamento aereo tra Taranto e Corfù; il volo potrebbe avere tappe intermedie nel Salento, a Marina di Nardò e Gallipoli, e toccare alcune splendide isole greche minori, come Othoni, Mathraki, Erikoussa e Paxo.
Il costo di un collegamento di questo tipo, un idrovolante impiega circa due ore e mezza per coprire la tratta Taranto-Corfù, sarebbe di circa 120/140 euro, un prezzo che lo renderebbe conveniente.
Potrebbe essere solo il primo di una serie di collegamenti aerei operati con idrovolanti: un Taranto-Catania sarebbe effettuato con poco più di tre ore di volo, un tempo immensamente inferiore a quello impiegato in pullman o in treno sulla dorsale jonica.
Si tratta tutte di iniziative imprenditoriali sostenibili autonomamente: tra i presenti l’impressione tangibile al Molo Sant’Eligio è stata quella di aver assistito non solo al ritorno degli idrovolanti a Taranto, ma all’inizio di una nuova storia tutta tarantina.

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