LVI edizione del Convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia Moltissimi giovani fra i partecipanti

rettore

di SILVANA GIULIANO

Nella Sala Basilica del convento di san Francesco, sede del polo universitario Jonico, si è svolta la 56^ edizione del Convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia. Alla cerimonia inaugurale di giovedì 29 settembre hanno fatto gli onori di casa il Magnifico Rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, e il presidente dell’ISAMG Aldo Siciliano, mentre il dott. Arcangelo Alessio ha svolto la funzione di cerimoniere. All’inaugurazione è intervenuta anche la senatrice Angela D’Onghia, sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca. Per il Comune era presente l’assessore Gina Lupo. La conferenza inaugurale “L’arco jonico e la parabola della Megàle Hellas” è stata tenuta dal prof. Gianfranco Maddoli che nel suo intervento ha offerto una prospettiva storica sull’origine del nome “Magna Grecia” e sui limiti spaziali e cronologici della sua estensione nell’arco jonico. “La maggior parte delle fonti antiche, sia greche sia romane, la collocano cronologicamente al tempo di Pitagora e della sua scuola (fine VI, inizio V sec. a.C.). Purtroppo, la fine del predominio delle aristocrazie pitagoriche nelle diverse poleis achee trascinò con sé anche la fine dell’originaria denominazione. Soltanto Strabone incluse nella Magna Grecia anche la Sicilia”.
Il prof. Marcello Schiattarella ha trattato il tema “Ambiente fisico e paesaggi storici nell’area del Golfo di Taranto”, nelle cui acque sfociano il Sinni, l’Agri, il Torrente Cavone, il Basento e il Bradano.
“Nell’intervallo temporale tra l’età classica e quella ellenistica – ha spiegato il relatore – si verificò un significativo incremento del numero di siti sia nella piana costiera sia negli ordini intermedi dei terrazzi marini, i cui top variano tra 45 e 110 m s.l.m.: ciò può significare che le preesistenti condizioni ambientali della piana costiera vengono in parte conservate senza una diffusa presenza di aree impaludate e acquitrini, ma nello stesso tempo le superfici terrazzate non troppo elevate offrivano le stesse condizioni – o forse migliori – per le pratiche agronomiche. Dall’età ellenistica a quella romana, si osserva un deciso collasso della presenza umana stabile, probabilmente dovuto a cause storiche accoppiate al deterioramento del paesaggio legato ad un incremento degli episodi di alluvionamento nei bassi corsi dei fiumi e nella piana costiera”.
Nell’arco di tre giorni i relatori hanno fatto chiarezza su un’area così vasta in cui le presenze greche interagirono con le popolazioni locali. Sono state illustrate anche le recenti scoperte archeologiche in Basilicata e in Puglia. Per la Puglia il soprintendente di Bari, dott. Luigi La Rocca, ha illustrato i risultati dei recenti scavi nel Castello Aragonese di Taranto, soffermandosi sulla scoperta di un triglifo, facente parte probabilmente del tempio dorico di cui rimangono soltanto le due colonne. Con il recupero del reperto, sarà possibile ricostruire, seppure in modo virtuale, il tempio dorico. Il convegno si è concluso con le relazioni del prof. Aldo Siciliano e del prof. Mario Lombardo che ha trattato il tema “Processi  di strutturazione delle poleis coloniali e dinamiche storico-relazionali. . Siciliano ha tracciato un quadro delle monete circolanti nelle colonie, precisando che la circolazione avveniva soprattutto a livello locale. Cinque erano le zecche: Metaponto, Eraclea, Sirinos, Ursentum, Grumentum e Kasario. Le più famose erano quelle di Eraclea e Metaponto. Un esempio è lo statere incuso in argento di Metaponto caratterizzato dalla raffigurazione su entrambe le facce della spiga di frumento, simbolo della città per tutto il periodo in cui fu attiva la zecca. statereSiciliano ha dimostrato come anche attraverso la numismatica sia possibile studiare le abitudini di popolazioni di un arco temporale tanto lontano da noi.

Quest’anno al convegno hanno partecipato moltissimi giovani, laureati e  studenti  liceali, (Aristosseno, Archita e Quinto Ennio) indice di un ricambio generazionale, ma sopratturro di una cultura sempre più vivace.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...