La biblioteca del Guardini entra nel web

buona-tavolodi MARIA SILVESTRINI
“Un patrimonio librario e documentale straordinario aperto alla consultazione pubblica per la promozione culturale, storica, religiosa della comunità jonica e pugliese”. Don Francesco Castelli direttore dell’Istituto di Scienze religiose “Romano Guardini” sottolinea la particolare rilevanza degli oltre diecimila volumi che costituiscono la dotazione della realtà accademica che si vanno incrementando con donazioni costanti. La Biblioteca è operativa sin dall’inaugurazione dell’Istituto che risale al 2001, ma solo ora un gruppo di operatori guidati dalla professoressa Fabiana Mastrocinque, ha completato l’opera di catalogazione e digitalizzazione.
Quanto sia necessario oggi poter inserire nel web la documentazione cartacea presente nelle singole biblioteche è stato ben spiegato proprio da Fabiana Mastrocinque nella sua relazione “Dal manoscritto al web”. Questo passaggio di informatizzazione dei dati relativi alla Biblioteca del Guardini consente che chiunque sul territorio nazionale possa sapere dove cercare determinate notizie e quindi chiedere in prestito i volumi per poter condurre degli studi specialistici specie su temi teologici o filosofici. Un passo avanti importante per la promozione di quella scelta della lettura che consente di approfondire il sapere. Direttore della Biblioteca è Mons. Gino Romanazzi che ha rivolto un appello ai tanti giovani presenti perché ritrovino la bellezza del libro e dell’approfondimento culturale attraverso la ricerca paziente.
La Biblioteca dell’istituto Romano Guardini si pone accanto alla Biblioteca Arcivescovile “una sorta di sorella maggiore dalle caratteristiche più generaliste. Essa raccoglie infatti tutta la documentazione relativa agli arcivescovi pro tempore della Diocesi di Taranto e custodisce la storia della Chiesa di Taranto attraverso piccoli e grandi eventi di cui si conservano gli scritti”. Il prof. Vittorio De Marco, storico esimio della Chiesa di Taranto e Direttore della Biblioteca Arcivescovile tratteggia brevemente le differenze fra le due Biblioteche “sorelle” ed indica in quella del Guardini una dinamicità ed una specializzazione di tipo accademico che le consente di ricercare l’eccellenza particolarmente nei settori teologici e filosofici.
Sono molti i docenti e gli studenti che giornalmente frequentano la biblioteca, per questo si sta già programmando un aumento delle postazioni di lettura. Una buona notizia per quello sviluppo culturale della nostra città che spesso viene messo in sordina. Riprendere il patrimonio di chi ci ha preceduto per farlo nostro con fatica e passione è il primo passo per costruire un futuro fondato su valori saldi e nella ricerca della Verità.

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