L’ANMIL di Taranto ha celebrato a Sava la 66ª Giornata per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro

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Inizia con una sofferta riflessione personale del presidente territoriale, Emidio Deandri, la cerimonia civile della 66ª Giornata per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro dell’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi sul Lavoro); quest’anno la manifestazione è stata celebrata (domenica 9 ottobre) a Sava per ricordare i tantissimi lavoratori che, oggi come ieri, hanno sacrificato la propria vita o la propria salute per il lavoro.
«Purtroppo anche quest’anno iniziamo con un minuto di silenzio in memoria di un lavoratore morto recentemente in un incidente sul posto di lavoro; oggi ricordiamo Giacomo Campo: non si può morire a 25 anni per portare il pane a casa!».
«Presentando questa manifestazione – ha poi detto Emidio Deandri – ho reso noti i dati dell’INAIL sulle morti bianche, che evidenziano come la nostra provincia paghi un inaccettabile tributo di vite umane, di molto superiore alla media nazionale, salito in meno di un anno del 200%; offro alla vostra riflessione un altro dato terribile: l’83% delle aziende controllate l’anno scorso dall’INAL è risultato non in regola!»

Il presidente territoriale dell’ANMIL ha poi detto: «da anni l’ANMIL si batte in tutta Italia per la sicurezza, ma c’è ancora molto da fare: oggi il lavoro femminile necessita di interventi specifici su prevenzione e assicurazione, perché nel 1965, anno cui risale il Testo unico, non era una realtà consolidata; parimenti la platea dei lavoratori coperti da assicurazione deve essere ulteriormente ampliata, fino a farla diventare universale».

Emidio Deandri ha poi trattato un tema particolarmente sentito: «l’ANMIL è impegnata a rendere concreto il diritto dell’infortunato e tecnopatico a rientrare nel mercato del lavoro dopo l’infortunio, cosa oggettivamente non facile in quanto si tratta di soggetti spesso “lavorativamente” anziani (l’età media degli infortunati sul lavoro è 43 anni) costretti a riconsiderare il proprio ruolo lavorativo».
«È un battaglia culturale – ha poi detto Emidio Deandri – per abbattere la comune concezione del disabile visto dalle imprese come una “imposizione” ex lege e non come una risorsa da inserire».
Emidio Deandri ha concluso con un messaggio di speranza: «dobbiamo riconoscere che in passato gli ordinari meccanismi si sono dimostrati inefficaci, ma, anche grazie ad una forte sollecitazione dell’ANMIL, la legge di Stabilità ha finalmente riconosciuto la piena competenza dell’INAIL sul reinserimento lavorativo degli invalidi del lavoro e di tecnopatici; l’INAIL ha da poco iniziato a dare attuazione a questa norma, con interventi diretti alla conservazione del posto di lavoro nell’azienda di provenienza, anche se ci rendiamo conto che, specialmente nelle aziende di piccole dimensioni, diventa difficile mantenere in attività un lavoratore che sia divenuto inidoneo a svolgere determinate mansioni. Per questo l’INAIL dovrà necessariamente realizzare specifici interventi per ricollocare il lavoratore in un contesto aziendale o in un settore produttivo diverso, non tralasciando altresì di favorire il “recupero” degli invalidi del lavoro già iscritti nelle liste del collocamento obbligatorio».

Quest’anno l’ANMIL Territoriale di Taranto ha celebrato la 66ª Giornata per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro a Sava dove, da tutta la provincia, sono giunte centinaia di persone, tra componenti del Consiglio territoriale ANMIL, invalidi del lavoro e loro familiari.
Particolarmente folta la rappresentanza istituzionale con la presenza del Viceprefetto di Taranto Adriana Famà, del Consigliere regionale Giuseppe Turco e dei Sindaci e dei rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Taranto, Avetrana, Torricella, Sava, Massafra, Mottola San Marzano e Statte.
Il programma della giornata (domenica 9 ottobre) è iniziato, presso il Convento di San Francesco, con la celebrazione della Santa Messa in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro; al termine i partecipanti si sono recati in corteo in piazza Risorgimento.
Qui il cavaliere Giovanni Destratis, consigliere regionale ANMIL Puglia, e Orazio De Santis, consigliere territoriale ANMIL Taranto, hanno deposto una corona d’alloro al Monumento per le Vittime sul Lavoro.
In seguito, nell’ex Istituto “Regina Elena”, si è tenuta la cerimonia civile nel corso della quale l’INAIL ha consegnato brevetti e distintivi d’onore ai nuovi Invalidi e Grandi Invalidi del Lavoro; la cerimonia è stata aperta dall’introduzione di Emidio Deandri, presidente territoriale ANMIL Taranto, e dal saluto del Sindaco di Sava, Dario Iaia.
A seguire, moderati dall’avvocato Maria Luigia Tritto, consulente legale ANMIL, sono intervenuti il dottor Doriano Castellano, specialista in Medicina del Lavoro, l’onorevole Giovanni Battafarano, consulente Welfare PD, l’avvocato Nunzio Leone, esperto in sicurezza del lavoro, il dottor Vito Sante Linsalata, direttore INAIL Taranto, il dottore Giuseppe Gigante, direttore regionale vicario Inail, e la dottoressa Anna Maria Stasi, dirigente medico Inail.

La 66ª Giornata per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro dell’ANMIL ha il patrocinio del Comune di Sava e della Provincia di Taranto, mentre a livello nazionale si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del patrocinio della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

“Il Pianto”
Una donna accasciata in lacrime, china su stessa, disperata dopo aver appreso della morte di un suo caro in un incidente sul posto di lavoro, una donna di cui non si vede il viso, a voler rappresentare tutte le madri e le mogli che non hanno visto tornare a casa dal lavoro il figlio o il marito. Accanto a lei un’incudine, un martello e una tenaglia: gli strumenti di quel lavoro che rappresenta il sostentamento per la famiglia, ma troppe volte anche la causa di una morte improvvisa.
Questa è la statua “Il Pianto” dell’artista savese Cosimo Picchierri, in arte PICO: posizionata su un ceppo in una aiuola della centralissima piazza Risorgimento, dal 21 marzo del 2015 è il Monumento per le Vittime sul Lavoro di Sava.
L’opera è stata realizzata dalla locale Sezione dell’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro), in particolare grazie all’impegno dei savesi Giovanni Destratis, consigliere regionale ANMIL Puglia, e Orazio De Santis, consigliere territoriale ANMIL Taranto.

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