Scuola comunità educante, fermento di dialogo

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di MARIA SILVESTRINI
A 90 anni dalla morte del Beato Bartolo Longo che ha fatto di Pompei uno dei luoghi più santi della cristianità, la Città di Latiano, dove ebbe i natali e la Fondazione che porta il suo nome, hanno organizzato un meeting particolarmente importante “Dalla cultura dello scarto al welfare community”. Gli incontri, iniziati lunedì 24 ottobre nel Palazzo Imperiali, si concluderanno sabato 29 ed hanno raccolto un parterre straordinario di relatori per coniugare i temi della sussidiarietà e della cittadinanza attiva nelle diverse modalità di espressione della società. La famiglia in primo luogo, soggetto e formatore di cittadinanza, la scuola luogo di incontro e di sviluppo comunitario, l’economia capace di cooperazione e sviluppo, la Comunità come luogo del prendersi cura dei soggetti più fragili, ed infine la capacità di costruire una nuova cittadinanza capace di accogliere i flussi migratori e di sostenere le sfide della multiculturalità e della diversità delle Fedi.
Una settimana per riflettere su come coltivare, costruire, condividere, una mentalità capace di creare relazioni e sintonie. Nel cuore di questa settimana la giornata dedicata alla scuola è stata particolarmente ricca di suggestioni a partire dalla relazione del prof. Ellerani dell’Università del Salento fino a mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes.
La scuola non può più essere solo la trasmissione del sapere, è riduttivo in un contesto in cui la scienza modifica ogni sei mesi risultati anche assai rilevanti. Occorre porsi con uno sguardo nuovo in cui la prospettiva educativa mette al centro le conoscenza e la consapevolezza dei bisogni del territorio, ne fa esperienza ed accompagna i ragazzi al saper fare, al saper cercare soluzioni ai problemi. La società e la scuola si pongono in un dialogo costruttivo che supera gli schemi del già detto e provano insieme a ricostruire una nuova cittadinanza basata sulla partecipazione consapevole ai processi di cambiamento e di sviluppo. “I migranti sono un inciampo in questo?” si è chiesto mons. Perego. Certo che no se serenamente si valuta quanto la riduzione demografica delle nostre comunità le sta impoverendo sotto tutti gli aspetti e quanto sia importante rivitalizzare con forze e menti nuove piccoli e grandi paesi. La nostra cultura non scompare se l’incontro con chi viene da altri Paesi è attento e consapevole, non scompare se cura le forti radici che abbiamo, anzi si rivitalizza in un umanesimo nuovo capace di riconoscere il fratello e di renderlo partecipe dei principi e dei dettami della comunità in cui viene accolto. Una scuola di vita oltre che di saperi, protagonista di innovazione culturale che travalica la conoscenza del web per dare anche alle nuove forme di digitalizzazione il senso della partecipazione ad una vita vera e non virtuale.
La Fondazione Bartolo Longo opera da 36 anni al servizio della Dignità Trascendente della persona attraverso strutture e servizi per le persone disagiate, ed in particolare per disabili mentali, che fanno del territorio di Latiano il più ricco di servizi alla persona. L’avvocato Alessandro Nocco, direttore generale della Fondazione crede profondamente nella possibilità di avviare dal basso un processo di cittadinanza capace di rifondare il benessere della comunità e lo sviluppo del territorio intorno all’attenzione ai bisogni di ciascuno e crede in una scuola come agenzia strategica per la formazione di uomini nuovi. I meeting giunti alla XIII edizione ne sono uno strumento ed una conferma.

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