Il valore delle relazioni e la sfida dell’Economia Civile

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di MARIA SILVESTRINI
Si è concluso a Latiano, cittadina in provincia di Brindisi, il 13° Meeting organizzato dalla Fondazione Bartolo Longo nel 90° anniversario dalla morte del Beato fondatore del Santuario della Madonna del Rosario a Pompei. Latiano e Pompei sono gemellate dalla figura di questo testimone di fede e di carità, nato proprio qui in Puglia. Ma Latiano ha un’altra caratteristica che, come dice l’avvocato Alessandro Nocco direttore della Fondazione, certamente deve farsi risalire all’esempio misericordioso di Bartolo Longo. Possiede infatti ben 40 fra associazioni e imprese sociali, che si occupano di disabilità, con particolare attenzione ai pazienti psichiatrici e alle persone con dipendenze patologiche, un unicum nella nostra Regione. Certamente un peculiarità per un paese di piccole dimensioni, così come singolare è la grande partecipazione ad un meeting che dura quasi una settimana ed offre ogni giorno un parterre di relatori di eccezionale caratura.
“Dalla cultura dello scarto al Welfare community” è il filo rosso che ha collegato le riflessioni dal 24 al 29 ottobre e che ha messo al centro l’importanza del dialogo e delle relazioni all’interno di una comunità capace di uno sviluppo solidale e responsabile. Dopo le prime giornate dedicate all’importanza formativa della scuola e della famiglia il discorso si è spostato sullo sviluppo economico e sulla capacità di gestirlo in maniera sostenibile. I professori Benedetto Gui, Stefano De Rubertis, Angelo Salento, hanno indicato i limiti dell’economia di mercato e la necessità di andare oltre il soddisfacimento meramente economico. Il Ben-essere dipende certamente dalla quantità di beni posseduti, ma dipende anche, e moltissimo, dalla nostra capacità di tessere rapporti di amicizia, di reciproca stima, dipende dalla nostra predisposizione ad accogliere le diversità e le opportunità che l’incontro con l’altro ci consente. I legami sociali sono un humus profondo e capace di creare sviluppo economico attraverso quel meccanismo di fiducia che aiuta gli scambi commerciali ed il sostegno reciproco anche su temi strettamente economici. La testimonianza di Franco Caradonna, imprenditore illuminato che ha fatto della reciprocità uno degli elementi portanti della sua azienda ha concretamente mostrato come sia possibile sostenere le sfide del mercato utilizzando principi di economia aziendale capaci di guardare oltre il profitto. Se è vero, come ha detto il prof. De Rubertis, che gli obiettivi dello sviluppo economico di una comunità vengono calati dall’alto, è anche vero, come ha sostenuto il prof. Domenico Amalfitano che l’utilizzo dell’indice BES (Benessere equo sostenibile) per determinare i bisogni di una comunità diventa uno strumento utilissimo per individuare percorsi capaci di sanare simili distorsioni.
La presenza di Johnny Dotti, presidente di Welfare Italia s.r.l. ha segnato un momento interessante nella ricerca di un modello Pugliese di integrazione e di inclusione territoriale, un modello di sviluppo capace di rispettare l’ambiente e di mettere l’uomo al centro dei percorsi produttivi. “Contro ogni pessimismo e chiusura egoistica, siamo chiamati come persone e come collettività a costruire un futuro di speranza e di pace duratura fondate sulle risorse inesauribili del cuore e della mente umana” ha detto don Franco Galiano, Presidente della Fondazione Bartolo Longo a conclusione delle preziose giornate di studio, non solo un auspicio ma un cammino già intrapreso a Taranto come a Latiano, per costruire una cittadinanza attiva e capace di scelte lungimiranti e solidali.

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