Migranti minorenni, vulnerabili senza voce

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di MARIA SILVESTRINI
La Giornata mondiale del Migrante e del profugo che si svolgerà il 15 gennaio prossimo ha come tema il dramma dei migranti fanciulli che lasciano le terre d’origine senza nessuno che li protegga e li aiuti. Papa Francesco li ha definiti “Vulnerabili e senza voce” sottolineando la solitudine e la sofferenza di questi ragazzi che affrontano un viaggio pieno di pericoli e di abusi da parte di tante organizzazioni criminali. Adolescenti tra i 12 ed i 17 anni che quando infine riescono a toccare le nostre coste spariscono, si rendono irreperibili nella speranza di poter continuare il viaggio verso il Nord Europa, ma spesso cadono nelle trappole dello sfruttamento sessuale, del lavoro minorile, delle bande malavitose.
Di tutto questo si è parlato presso l’istituto Archimede nel Convegno organizzato dalla “Migrantes” di Taranto. La direttrice dell’Ufficio di Curia Marisa Metrangolo e la preside Maria Teresa Statile negli interventi introduttivi hanno inquadrato il tema nei suoi caratteri generali, la relazione di don Gianni De Robertis direttore regionale della Migrantes è stata illuminante per individuare la misura del fenomeno e per indicare le piste d’azione che Papa Francesco ha tracciato nel documento.
Chi è il migrante? L’Arcivescovo Filippo Santoro, ne ha tracciato un ritratto raccontando ai ragazzi che riempivano la sala, la sua personale esperienza di migrante in Germania da giovane e poi in Brasile. “Se non entrate nello spirito di chi vi accoglie, se non imparate a gustare i sapori che loro gustano, i profumi che loro sentono, se continuate ad inseguire la vostra cucina e il ricordo della vostra terra, non potrete mai comprendere il luogo dove state, non potrete mai integrarvi. Quel –ero forestiero e mi avete accolto – che Gesù dice ai discepoli vale per ciascuno di noi, e l’accoglienza è un sentimento di reciprocità che ci avvicina”.
Quanti sono i migranti? In percentuale in Italia, in Puglia, a Taranto il numero di migranti è molto inferiore in percentuale rispetto a tutti gli altri Paesi europei, ma il dato più sconcertante è proprio la presenza di un alto numero di minori non accompagnati. Nei primi 8 mesi del 2016 sono sbarcati sulle nostre coste 18.537 minori (circa il 15% del totale) e 9 su 10 erano completamente soli. A loro pensa il Santo Padre nel suo documento e chiede di puntare sulla protezione, sull’integrazione e su soluzioni durature. Don Gianni racconta l’esperienza della sua parrocchia a Bari una casa accoglienza dove vengono ospitati 5 giovanissimi, un modo per accogliere l’invito di Papa Francesco a ‘prendersi cura’ di chi fugge dal Sud del mondo.
L’esperienza di Taranto è stata raccontata da Flavia Leopardo dell’associazione Noi e Voi che opera prevalentemente a Paolo Sesto e da Ilaria Bonocore che cura l’aspetto giuridico relativo alla protezione dei minori. Il progetto della Diocesi di Taranto “Ti prendo in affido” ha infatti molti aspetti giuridici legati alla necessità di verificare le modalità con cui questi adolescenti possono essere affidati ad una famiglia. Un’esperienza d’amore nei confronti di minori che spesso hanno subito traumi notevoli ed hanno bisogno di essere seguiti ed integrati. Un protocollo con la Prefettura ed il Tribunale dei Minori consente colloqui presso gli uffici della Curia ma innanzitutto deve essere chiaro che si tratta di un atto di gratuità per accompagnare un ragazzo a vivere in maniera consapevole in una nuova comunità imparandone regole e stili di vita.
La presenza del C.V. della capitaneria di Porto Claudio Durante ha fatto conoscere agli alunni il grande lavoro che svolgono le Capitanerie di Porto in Italia sia con l’azione diretta che con quella di supporto. Le conclusioni sono state affidate a mons. Franco Semeraro che ha ricordato quanto sia complesso il fenomeno delle migrazioni e come debba essere affrontato alla radice. Guerre, povertà, privazioni, squilibri e disastri ambientali sono cause del problema su cui gli Stati hanno il dovere di intervenire con una visione lungimirante. I bambini e le bambine sono la speranza dell’umanità, accoglierli e proteggerli è un dovere ed una necessità proprio perché si tratta di creature vulnerabili e senza voce.

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