Competenze in Azione nel rapporto scuola impresa

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Non basta la voglia di mettersi in gioco e l’idea geniale se mancano le competenze e la conoscenza del territorio. Questo il punto di partenza del progetto “Prepararsi al futuro” che è stato presentato nell’Aula magna dell’Università a Taranto davanti ad oltre duecento ragazzi. Cinque gli istituti superiori della nostra città ( Archita, Quinto Ennio –Ferraris, Pitagora, Vittorino da Feltre, Cabrini) che hanno aderito al percorso “Dalla scuola all’impresa” che il Centro di cultura Lazzati, in collaborazione con NexT (Nuova economia per Tutti) ha proposto per il corrente anno scolastico.
Un primo incontro che si innesta all’interno dei diversi percorsi disciplinari dei singoli Istituti necessario per delineare il quadro di economia civile in cui si svolgeranno i diversi interventi. “Prepararsi al futuro” propone un’analisi critica del territorio al fine di sviluppare un’idea imprenditoriale sostenibile, per questo il primo intervento della prof.sa Cira Grippa, docente di Diritto Commerciale nel Corso di Giurisprudenza, è stato sull’evoluzione del concetto di impresa da soggetto di puro profitto sino alla riscoperta della responsabilità sociale. Con una analisi efficace ha chiarito le differenze fra profit e no profit ed i cambiamenti strutturali che rapidamente, dall’inizio del XXI secolo, stanno avvenendo all’interno delle diverse imprese. Una svolta che propone la sostenibilità ambientale e sociale come elemento alla base anche delle nuove linee di penetrazione commerciale.
L’impresa deve tornare ad essere elemento di sviluppo del nostro territorio, a cui guardare non come ad un cumulo di macerie da cui fuggire, ma piuttosto ad un luogo bellissimo su cui far rifiorire infinite possibilità di crescita. “Il futuro di ciascuno di voi è nelle idee, nella creatività, nel pensiero che attraverso la collaborazione e la sintesi con altri riesce a dar forma ad imprese innovative – ha detto Maria Silvestrini, responsabile del progetto per il Centro di Cultura Lazzati. – Se a Taranto siamo il fanalino di coda fra le start up è perché ancora non abbiamo imparato quali sono gli elementi alla base della creazione di impresa. Le idee, certo, ma anche studio, capacità, costanza e tanto altro. L’alternanza scuola/lavoro non è un’opportunità per imparare a ‘saper fare’ ma anche a ‘saper creare’ dal nulla, a mettersi in gioco con progetti e valutare la loro effettiva capacità ad essere sostenibili”.
Il progetto vuole mettere “Competenze in Azione” con una metodologia basata sulla peer education come ha sottolineato il responsabile di NexT Luca Raffaele, che con Daniele Nuzzi e Simona Internò hanno dato vita ad una fase laboratoriale molto intensa con i ragazzi. Se il 90% dei progetti di start up finiscono col fallire dopo due anni di lavoro, nella gran parte dei casi dipende dalla mancanza di conoscenza delle diverse fasi progettuali e della loro complessità. Per questo occorre guardare al lavoro con la consapevolezza che esso cambia volto continuamente. La digitalizzazione e la robotica premono con una velocizzazione sempre maggiore dei processi, creatività ed innovazione hanno bisogno di una concreta capacità di lavorare costantemente, di mettersi insieme, di creare contaminazione.
Oggi l’impresa per rinnovarsi ha bisogno della ricerca e delle idee che maturano all’interno dell’Università e l’Università deve vivere appieno la sua terza missione di servizio allo sviluppo del territorio. Annalisa Turi, responsabile del BaLab di Bari, spazio di contaminazione delle idee, ha infine spiegato come reinventarsi il presente è una sfida possibile.

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