“Taranto in cammino – Le vie Francigene del Sud”.

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di SILVANA GIULIANO
Taranto deve puntare al turismo. È un ritornello che sentiamo ripetere da tanti anni. Un turismo che, nonostante le iniziative di associazioni e privati cittadini, purtroppo non riesce a decollare. Un’ulteriore opportunità potrebbe venire dall’inserimento della città nel percorso della via Francigena. Si tratterebbe di ricostruire l’antico cammino che i pellegrini percorrevano da Canterbury a Roma e attraversando la Puglia in Terrasanta. Canterbury era l’antica capitale del regno sassone che, dopo l’assassinio di Thomas Beckett, divenne meta di pellegrinaggio e centro della cristianità inglese del Medioevo. Dell’importanza che i Cammini hanno per la riscoperta dei territori e di quanto possano giovare per lo sviluppo di un territorio se ne è parlato venerdì 2 dicembre, nel corso della tavola rotonda, tenutasi nella ex biblioteca della Provincia, organizzata dall’associazione Le città che vogliamo sul tema “Taranto in cammino – Le vie Francigene del Sud”.
Hanno relazionato il presidente dell’associazione europea vie Francigene, Massimo Tedeschi, il direttore del dipartimento Turismo e Cultura Regione Puglia, Aldo Patruno, il delegato al turismo della Provincia di Foggia, Gaetano Cosenza, Carmine Carlucci del Comitato per la qualità della vita, l’archeologa Patrizia Guastella e il consigliere regionale Gianni Liviano. Liviano è stato promotore della mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale con la quale Taranto, inizialmente esclusa, può entrare a far parte della via Francigena, che attualmente comprende 118 Comuni italiani.
Che Taranto fosse un importante nodo viario lo testimoniano gli studi effettuati dal prof. Antonio Fornaro. Nella Città dei due Mari afferivano cinque strade: la via Appia, la mulattiera per Bari, tuttora percorribile, la via per il Salento, quella per la Calabria e la Altamura – Gravina chiamata del tarantino. Taranto, per secoli, è stata il punto di arrivo di numerosi pellegrinaggi. Una testimonianza è la riproduzione sulla facciata della cattedrale di san Cataldo, della cozza san Giacomo.
“La confraternita della santissima trinità dei pellegrini – ha spiegato Fornaro – ha sulla mozzetta una riproduzione della cozza san Giacomo, emblema dei pellegrini di Santiago de Compostela, i cosiddetti Giacomei. I pellegrini erano divisi in tre categorie: i Romei, coloro i quali si recavano a Roma, i Giacomei a Santiago e i Palmeri a Gerusalemme. Fra le testimonianze storiche c’è anche la riproduzione, su un affresco di una chiesa rupestre di Casalrotto nei pressi di Mottola, di un pellegrino che ha in mano la cozza usata per raccogliere non solo l’acqua dai ruscelli, dai fiumi e dalle fontane, ma anche la stessa acqua piovana”. I fedeli durante il loro pellegrinaggio portavano tradizionalmente la conchiglia sospesa al collo, oppure cucita sul cappello o sull’abito. Patrizia Guastella ha illustrato topograficamente gli antichi percorsi, dimostrando come spesso gli stessi coincidano con quelli attuali. L’iter non si è però concluso perché – ha spiegato Massimo Tedeschi – manca la certificazione europea. Attualmente esiste solo per il tratto più lungo, quello da Canterbury a Roma. Il consiglio d’Europa ha dato un via libera di massima, occorre un accordo tra le cinque regioni interessate Lazio, Campania, Molise, Basilicata, Puglia e il consiglio d’Europa affinché vengano fissate le azioni da compiere nei prossimi tre anni, a livello infrastrutturale, a livello di servizi offerti e informativo affinchè i turisti possano avere tutte le informazioni necessarie per il percorso che intendono effettuare. Infrastrutture, cartellonistica e sicurezza dei sentieri sono le opere da realizzare per superare, nel 2019, l’esame del valutatore del Consiglio d’Europa”.
Si dovranno istallare punti di ristoro, di accoglienza, fornire notizie storiche e proporre degustazioni di prodotti tipici. Quando l’Unione europea avrà certificato l’intera via Francigena come “itinerario culturale del consiglio d’Europa”, si potranno ottenere i finanziamenti per tutte quelle iniziative necessarie per segnalare in modo adeguato anche il tratto che da Roma giunge in Puglia.

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