Ieri 6 gennaio 2017 Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo quinto anniversario dell’arrivo a Taranto di S.E.R Mons Filippo Santoro.

untitled

Pubblichiamo alcuni passaggi dell’omelia di S.E.R Mons Filippo Santoro,
Arcivescovo Metropolita di Taranto nel quinto anniversario del suo ingresso nell’Arcidiocesi di Taranto

Nella festa di oggi, solennità dell’Epifania celebro anche i cinque anni dell’inizio del mio ministero a Taranto. Come i Magi hanno guardato alla stella così io cerco di guardare attraverso questi anni la manifestazione della presenza del Signore.
Tanti mi chiedono bilanci o pareri. Vivo semplicemente questo anniversario come l’occasione per ringraziare Gesù per avermi condotto qui chiamandomi, attraverso l’obbedienza alla Chiesa e per ringraziare il popolo di Dio per il dono che è stato per me durante questi anni. Il Signore mi ha parlato attraverso le sofferenze e le gioie della nostra gente; mi sono lasciato provocare dalle ferite legate alle aggressioni all’ambiente e alla salute come anche accogliendo la la fila di persone che ogni giorno mi visitano in cerca di lavoro o chiedendomi di difendere il posto di lavoro. Mi si strappa il cuore perché si tratta per lo più di giovani o di mamme che implorano per i loro figli, oppure vengono a riferirmi di situazioni familiari di malattia, di disoccupazione o depressione che si sviluppano di conseguenza. Da noi secondo gli ultimi dati ISTAT la disoccupazione giovanile dai 15 ai 25 anni è aumentata al 60%.

Continuano sempre a stupirmi, la vivacità, la creatività e la passione della comunità ecclesiale e delle realtà del volontariato. Mi colpisce positivamente il fervore delle celebrazioni religiose, particolarmente durante la Settimana Santa. Rimango conquistato dalla generosità e dalla solidarietà del nostro popolo nelle emergenze, particolarmente con i migranti. Ho sempre auspicato che la stessa passione ci fosse nell’impegno civico di tutti e nella responsabilità per la cosa pubblica, dove non è difficile cogliere individualismo e disfattismo, ma vi sono anche segni positivi. Ho costatato positivamente, infatti, la nascita di una Scuola di formazione Sociale con una viva partecipazione di giovani e la ripresa tra noi del Progetto Policoro promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, particolarmente nelle regioni del Sud.

Spesso non ho perso occasione di biasimare la tendenza nostrana al lamento, tralasciando di valorizzare appieno le cose buone che accadono. Cenni di miglioramento sono riscontrabili in relazione al settore della Cultura e del turismo legato al MarTa, al Castello Aragonese ed in certa misura al Museo Diocesano e alla nostra Cattedrale che è la più antica di Puglia.
Venendo a Taranto mi sono trovato dinanzi a varie sfide, ma la mia condivisione delle sofferenze della gente è piena di una speranza che nasce innanzitutto dalla fede e poi dalla sensibilità del nostro popolo. In campo ecclesiale ha aiutato molto aver semplificato le iniziative con una notevole crescita della partecipazione delle nostre parrocchie e comunità ecclesiali alla Settimana della fede e al Pellegrinaggio dell’inizio dell’anno pastorale a San Giovanni Rotondo dove hanno partecipato cinque mila persone. Ciò si deve particolarmente all’impegno dei sacerdoti che ringrazio particolarmente e poi al coinvolgimento di associazioni, movimenti e confraternite.

Così appare evidente che è possibile un lavoro comune sia nella Chiesa che nella nostra società. La bellezza della fede sostenuta dall’azione dello Spirito e dallo slancio che ci sta dando Papa Francesco suscitano una viva partecipazione delle persone. Come i Magi hanno letto i segni nel cielo, il segno della stella, così anche noi siamo chiamati a leggere la realtà, a lasciarci ferire da essa e a costruire un cammino nuovo dopo aver aperto il cuore al Mistero di questo bambino che abbraccia la vita e la morte, il presente ed il futuro e ci salva.
Il segno della stella ci riempie di gioia perché ci parla di una luce più luminosa e vicina di quella degli altri astri notturni. Al tempo stesso ci invita ad essere anche noi stella e luce per gli altri non aumentando il peso sulla vita altrui.

Ieri ho festeggiato questi cinque anni con i bambini, ragazzi e le famiglie dell’Oratorio della Città Vecchia in un incontro famigliare e gioioso per l’apertura della scuola di calcio della scuola di banda dell’Isola: è stata una festa piena di gioia e di arte. I bambini sono il segno della rinascita della nostra Città e del nostro territorio: occorre educarli alla fede, alla bellezza, alla legalità, offrire loro delle opportunità di crescita e dare il buon esempio degli adulti!

Alla Madonna della Salute e San Cataldo, le cui immagini riempirono cinque anni fa il mio cuore e i miei occhi della gioia e dell’incoraggiamento della fede continuo ad affidare il mio ministero

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...