Celebrata anche nei Licei tarantini “La Notte nazionale del Liceo Classico”

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di Silvana Giuliano, Gabriella Ressa, Maria Silvestrini

La Notte nazionale del Liceo Classico è stata celebrata venerdì 13 gennaio in tutta Italia. La manifestazione culturale, nata da un’idea del professor Rocco Schembra del Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale in provincia di Catania, è patrocinata dal MIUR, da Repubblica Ellenica-Grecia in Italia, dall’AICC (Associazione Italiana di Cultura Classica), dalla rete dei Licei Classici italiani e da altri enti. Hanno aderito 388 licei (dati MIUR) che hanno aperto le porte per dare la possibilità a studenti e insegnanti di far conoscere la modernità degli studi classici. Nella nostra città i tre licei Archita, Aristosseno e Quinto Ennio hanno contribuito a rendere speciale “La Notte del Liceo Classico”.
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Per il Liceo Archita “La Notte nazionale del Liceo Classico” è stata organizzata dalla prof. ssa Tania Rago, con la collaborazione delle docenti: Rosaria Armentani, Cinzia Carducci, Stefania Danese, Loredana Flore, Francesca Poretti, Maria Rago, Stella Rostro, Teresa Spano e Cristina Vozza e si è svolta nella nuova sede di corso Umberto I 106/b.
Il d.s. prof. Pasquale Castellaneta, nel presentare la manifestazione, ha sottolineato che da alcuni anni l’interesse da parte degli studenti verso gli studi classici è in forte crescita. I classici parlano la nostra lingua e con la notte nazionale del Liceo classico, gli studenti hanno fatto conoscere sia il mondo classico sia il nostro territorio. Il tema centrale della serata è stato: “A banchetto con gli antichi”. L’alimentazione nel modo antico, uno spaccato di vita quotidiana.  Dopo una breve, ma puntuale descrizione delle abitudini alimentari in Grecia e a Roma alcuni studenti hanno recitato, accompagnati dall’arpa di Benedetta Miro, versi di autori famosi riguardanti il cibo e il vino, fra cui Omero, Alceo, Pindaro, Orazio e Virgilio. La prof. ssa Francesca Poretti, presidente della delegazione tarantina dell’AICC (associazione italiana di cultura classica), ha tenuto una relazione sul tema “Taranto magno-greca, patria di Archita e di illustri poeti”. La relatrice si è soffermata su Archita, Livio Andronico ed infine Rintone. Questi nativo di Siracusa, visse a Taranto; scrisse 38 drammi comici di cui rimangono una ventina di titoli, per circa una decina di versi. E’stato considerato il creatore delle ilarotragedie, dove le stesse divinità sono rappresentate in forma caricaturale. Bisogna però riconoscere a Rintone il merito di aver elevato a dignità letteraria la forza fliacica popolare: la sua lingua è il dorico locale e il metro il giambo molto libero. Gli studenti hanno proposto anche una recitatio di brani tratti dall’Antigone di Sofocle e dalla cena di Trimalcione del Satyricon di Petronio, infine hanno illustrato la mostra “Dacci oggi il nostro pane”, alimentazione dal medioevo ai giorni nostri. La serata è stata condotta dalla studentessa Sara La Neve che ha anche recitato il Lamento di Danae di Simonide, nella traduzione di Salvatore Quasimodo.
Per finire non poteva mancare la gustatio di alcuni piatti tipici dell’antica Roma, le cui ricette sono state spiegate dalle alunne che per l’occasione hanno indossato i costumi caratteristici dell’epoca.

Liceo Aristosseno
15977906_1494462810581559_8683124804134018253_nLa prima notte del Liceo classico dell’Aristosseno ha avuto come protagonisti assoluti i ragazzi della scuola che hanno saputo intrattenere, benissimo, il numeroso pubblico con recitazione di lirici greci e latini, drammatizzazioni, letture di passi famosi (Antigone e Simonide), una mostra di acconciature dell’antica Grecia, intermezzi musicali, una rappresentazione teatrale in lingua straniera, un laboratorio di fisica (proponendo una serie di esperimenti dei nostri antichi matematici, su tutti Pitagora ed Archimede). L’Aristosseno presenta, nel suo interno, più indirizzi; da qui la volontà dei docenti che hanno organizzato la serata di coinvolgere anche gli altri studenti, con la proposizione di brani anche in lingua straniera.
L’importanza della formazione classica, l’elasticità mentale che comporta questo tipo di studi, sono stati messi in evidenza dalla Vice Preside prof.ssa Giusy Imperiale, in assenza del Dirigente Scolastico Marzo, in Turchia per un progetto Erasmus. La prof.ssa Imperiale ha stigmatizzato la centralità della cultura classica, “conoscere il greco e il latino favorisce una fluidità utile in tutti i campi del sapere”.
I ragazzi sono stati seguiti dai loro docenti, molto bravi a lavorare in gruppo e a scandire i tempi di proposizione dei lavori studenteschi, organizzando l’alternanza di letture, passi recitati, intermezzi musicali. Il coordinamento generale è stato assegnato al prof. Giovanni Schinaia, con la collaborazione delle docenti Tiziana Esposito, Giusy Liuzzi e Josè Minervini.

Liceo Quinto Ennio
preside-dalbosco

Il mondo classico non è un monolita, non è un reperto archeologico, se è studiato e ripensato nella sua interezza e complessità diventa fonte inesauribile per comprendere la natura dell’uomo, l’esercizio della democrazia, l’evoluzione ed il cambiamento che sono alla radice della tensione costante dell’essere umano alla perfezione.
Partendo dalla lettura di alcuni versi dell’Antigone di Sofocle, Marco Dalbosco, preside del Quinto Ennio ha cercato di esplicitare il senso della “Notte dei Licei” alla numerosissima platea che affollava l’Aula Magna del suo istituto. Docenti, studenti, genitori, appassionati di greco e di latino come i soci del Dopolavoro Finellenico e gli Amici del Quinto Ennio. Una festa della cultura che il Liceo ha proposto alla comunità cittadina non per difendersi dagli assalti della modernità ma per ribadire che la cultura dell’apprendimento ha bisogno di molte voci come in una sinfonia e, fra queste, non può mancare la cultura classica con le sue radici latine e greche.
A proporre le varie modalità con cui il classico ha saputo adeguarsi al linguaggio dei colori e delle linee, alle note musicali e alle opzioni delle storytelling attuali è stato il prof. Giovanni Cipriani ordinario di Latino e pro-Rettore dell’Università degli studi di Foggia. La sua conversazione “Il viaggio di Enea” ha proposto la riscrittura del viaggio in forma di parodia che il Cusanello, librettista di Monteverdi, fece con notevole successo nel 1600.
La Notte del Quinto Ennio ha visto la partecipazione corale di docenti ed alunni guidati dalle professoresse Angela Giungato e Patrizia D’Elia. Un lavoro complesso con drammatizzazioni dal Satyricon di Petronio (prof.a Madaro), dal Pro Coelio di Cicerone (prof.a Caputo), da Scipione versus Catone (prof.a Giungato). Intervalli musicali degli studenti che si sono alternati al pianoforte (Ivana Venneri, Angela Blasi, Mirko Massafra), all’oboe (Giovanni Quinto), al violoncello (Roberta Fanelli) e per finire dolci e preparazioni culinarie ispirate alla tradizione classica proposti dagli studenti della prof.ssa Checchi.
Una festa capace di coinvolgere nel nome di una cultura che intanto è classica in quanto è linfa perenne della civiltà di ogni tempo.

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