Dal locale al globale: i ragazzi del Quinto Ennio – Ferraris imparano il cinese

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di MARIA SILVESTRINI
La scuola del terzo millennio cambia pelle, lentamente, con leggi spesso contraddittorie, ma con tanta voglia di stare al passo coi tempi. L’Alternanza Scuola-Lavoro, vera novità degli ultimi anni, ha portato insieme a grosse difficoltà di gestione anche una indubbia innovazione dei percorsi formativi. Il preside del Quinto Ennio- Ferraris, Marco Dalbosco non fa mistero di come sia complesso mettere insieme l’aspetto curriculare con le possibilità di incrociare il mondo del lavoro, specialmente in un liceo classico/linguistico votato ad una preparazione di base forte in vista del percorso universitario. “La riforma ci indica che i cambiamenti in atto chiedono alla scuola di ripensare alla radice lo stesso sapere. Se noi cerchiamo di inserire i percorsi di Alternanza scuola-lavoro, prescindendo da una riformulazione complessiva dei modi di formare e di apprendere, andiamo incontro ad un fallimento. I percorsi prevedono un monte ore che va ad incidere profondamente sul modo di fare scuola in termini anche di sole ore a disposizione degli insegnanti dei corsi classici. La vera difficoltà è inserire questi percorsi sul tema delle competenze che già le scuole prevedono. Dobbiamo abituare i nostri giovani a fronteggiare il nuovo e il complesso, cioè aiutarli a sviluppare competenze. Proprio dalla necessità di sviluppare competenze sempre più diversificate nasce il rapporto con il mondo del lavoro”.
Tanti i progetti che ogni singola scuola sta attuando in una nuova visione di apertura al mondo del lavoro ed alla comprensione di un territorio in piena evoluzione, fra questi particolarmente interessante è la conoscenza e l’approfondimento della lingua cinese che il Quinto Ennio- Ferraris sta proponendo ad una classe del linguistico. Grazie al Protocollo d’intesa, firmato il 25 gennaio con il presidente dell’Autorità Portuale Sergio Prete, gli studenti di una terza classe avranno l’opportunità di inserire sul sito gestito dall’Ente, materiali digitali in lingua cinese per promuovere il nostro territorio a Shangai. “La conoscenza del “mandarino” – ci spiega il preside Dalbosco – è diventata una opportunità considerando il moltiplicarsi degli scambi con questa parte del mondo. Abbiamo già numerosi alunni che seguono il corso di lingua cinese, e fare alternanza con l’Autorità Portuale del Mar Jonio consente ai nostri ragazzi occasioni di contatto con personalità del mondo della cultura, dell’economia e della politica cinese”.
Dal locale al globale non è solo una formula di nuova economia ma una concreta possibilità di migliorare conoscenze, abilità e competenze in una visione complessiva dei rapporti economici e culturali. L’avv. Prete ha sottolineato l’importanza di aprirsi senza timore alle opportunità che una visione ad ampio spettro dell’economia consente specialmente nei momenti di crisi ed ha indicato nel porto di Taranto un concreto volano di sviluppo per l’intero territorio.

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