La medicina di genere: nuovo approccio per la difesa della salute

tavolo-ultimo

di MARIA SILVESTRINI
Palazzo di Città ha accolto qualche giorno fa un incontro particolarmente interessante sul tema, sempre attuale, del miglior approccio possibile al nostro benessere fisico: “Le innovazioni della medicina di genere per il futuro della salute”. A presentare l’argomento una relatrice di altissimo profilo, Anna Maria Moretti, Direttore della struttura complessa di pneumologia del Policlinico di Bari, e presidente dell’Osservatorio nazionale sulla Medicina di genere. Si deve a lei la presenza a Bari del primo Osservatorio sulla Medicina di Genere in Italia per promuovere progetti di ricerca, ma anche per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica rispetto a questa innovativa interpretazione della medicina.
Ad accogliere l’ospite Maria Cristina Scapati presidente dell’AMMI (Associazione Mogli dei Medici Italiani) e Arcangelo Alessio presidente del Lions Club Taranto Host, i due club a cui si deve l’organizzazione della serata. Dopo il saluto dell’Amministrazione cittadina portato dal presidente del Consiglio Comunale Pietro Bitetti, la dott.a Moretti è stata introdotta da un breve intervento del Presidente dell’ordine dei medici di Taranto Cosimo Nume che ha sottolineato la novità dell’approccio della medicina di genere per spiegare l’influenza che molteplici elementi hanno nell’insorgere di una malattia e nella fase di prevenzione e profilassi.
Nell’articolata lezione la dottoressa ha innanzitutto definito il nuovo approccio relativo all’impatto che alcuni fattori quali genere, ambiente, stili di vita, cultura e condizioni socio-economiche esercitano sulla salute dell’individuo. Tali fattori, oltre ad essere considerati significativi determinanti di salute, sono in grado di condizionare i percorsi diagnostici ed intervenire sulla definizione delle terapie. Quindi non solo le differenze uomo-donna, ma molti altri elementi incidono sulla capacità di definire percorsi clinici adeguati a seconda delle diverse classi di soggetti. Pensiamo ad esempio quanto le condizioni socio-economiche e culturali possono modificare la conoscenza e l’attuazione della prevenzione di molte patologie, ed anche la fase della cura. Se gli immensi progressi della medicina negli ultimi cinquant’anni non consentono purtroppo di ridurre la mortalità infantile in vaste zone del mondo, o debellare malattie che nei Paesi sviluppati sono scomparse da tempo, questo accade proprio per quelle differenze di cultura e ambiente spesso sottovalutate. La medicina di genere rappresenta quindi uno degli ambiti di ricerca che meglio esprime la complessità della vita dell’individuo perché riesce a definire le differenze e le complesse e costanti interazioni con l’ambiente che modificano le caratteristiche biologiche dell’individuo.
La dottoressa Moretti ha spiegato come questo particolare aspetto delle scienze biomediche sia ancora all’inizio della sua storia. Nato nel 1991 negli Stati Uniti con le osservazioni della direttrice dell’Istituto Nazionale di Salute Pubblica Americano, Bernardine Healy sulle donne affette da ischemia cardiaca, si è via via rafforzato attraverso ricerche sempre più mirate prima come medicina di sesso-genere poi come medicina di uomini e donne con differenti livelli culturali, inseriti in particolari contesti ambientali e sociali capaci di determinare differenti stili di vita e di comportamento.
Nel corso dell’ultimo ventennio le politiche sanitarie nazionali e regionali hanno intensificato azioni di sensibilizzazione nei confronti delle differenze di genere anche a causa di una “femminilizzazione” di molte patologie che prima costituivano un “primato maschile” come le patologie polmonari e cardiache. L’OMS ritiene oggi fondamentale considerare “il genere” nei processi di prevenzione e cura e si vanno moltiplicando i progetti di ricerca relativi all’argomento.
A Taranto il tema si lega con la presenza diffusa di inquinanti e con la diversa risposta patologica nei bambini, negli adulti e, fra questi, donne e uomini. Le analisi e le indagini statistiche delineano già evidenti differenze nelle evidenze patologiche. Questo uno dei temi scaturiti nella seconda fase della serata ricca di domande e di riflessioni del pubblico presente. Tanti i medici e tante le donne, due categorie particolarmente attente all’innovazione che la medicina di genere introduce nella cura della salute di una comunità.

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