Celebrata anche a Taranto la Giornata della Lingua e della Cultura greca nel mondo

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di SILVANA GIULIANO

La cultura è costituita da intrecci, ponti e vasi comunicanti, nessuna civiltà può essere considerata un’isola. Ha esordito così Josè Minervini, presidente della sezione tarantina della Società Dante Alighieri, nel presentare l’evento dedicato alla Giornata della Lingua e della Cultura greca nel mondo che si è celebrata il 9 febbraio. La manifestazione, svoltasi nell’auditorium della Parrocchia Santissimo Crocifisso, è stata organizzata dalla Società Dante Alighieri e dall’associazione Dopolavoro Filellenico. Un incontro importante perché ha ottenuto l’Alto Patrocinio dell’Ambasciata di Grecia a Roma. Inoltre, Terens Nikolaos Kuik, vice ministro greco degli esteri, su interessamento del socio onorario Spiros Metaxas, ha fatto pervenire una lettera nella quale si è complimentato per l’iniziativa ed ha invitato l’Associazione a continuare nell’attività di divulgazione della cultura greca e magno-greca.
Per l’occasione, il prof. Giancarlo Antonucci, presidente del Dopolavoro Filellenico, ha tenuto una relazione su “I poeti greci del novecento”. Il relatore ha descritto a larghe tracce la storia della Grecia dall’antichità ai giorni nostri, soffermandosi anche sulla crisi economica, per poi passare alla vita e alle opere dei quattro poeti del novecento: Kostantinos Kavàfis, Ghiannis Ritsos, Ghiorgos Seféris e Odysseas Elitis, questi ultimi due premiati con il Nobel per la letteratura.
“La grandezza dei poeti del novecento – ha spiegato Antonucci – sta innanzitutto nella diglossia, ossia la doppia lingua, la lingua ufficiale e quella popolare. Quest’ultima ha subito tante contaminazioni, il dover competere con queste due lingue li ha portati alla continua ricerca di formule più aggiornate, inoltre hanno dovuto confrontarsi con i poeti della classicità”.
Kostantinos Kavàfis (Alessandria d’Egitto 1863 –1933) è considerato uno dei maggiori poeti del XX secolo, il più noto fra i poeti greci, anche per i consensi e i riconoscimenti che ottenne da autori famosi come F. T. Marinetti e il narratore G. Xenopòpulos. La sua produzione poetica consta di 154 poesie, scritte su foglietti volanti e pubblicate postume nel 1935. Fra le sue opere: I tarantini si divertono (il primo componimento), Voci, Un vecchio, Riflettori, Candele, Così fisso mirai e Itaca, quest’ultima considerata il manifesto della poesia di Kavàfis.

Ghiorgos Seferiadis (Smirne 1900, Atene 1971), più noto con lo pseudomino di Seferis, intraprese la carriera diplomatica che lo portò ad Ankara, Beirut e Londra. Lasciò l’Ambasciata inglese nel 1962, nel 1963 gli fu conferito il premio Nobel, per la prima volta ad un greco. Dopo il Nobel, anche in patria gli furono riconosciuti i suoi meriti letterari, ma in seguito al colpo di Stato dei Colonnelli (1967) decise di non pubblicare più in Patria. Sue opere sono: Svolta, Cisterna, Leggenda, Giornale di bordo, pubblicato in tre tempi, 1940, 1945 e 1955. Postumi furono pubblicati i suoi Diari e un romanzo giovanile dal titolo Sei notti sull’Acropoli.

Iannis Ritsos (Monemvasìa 1909 – Atene 1990) dotato di una vena elegiaca ricca di reminiscenze dei miti classici e della tragedia greca, fu candidato per ben nove volte al Nobel, ma non gli fu mai conferito. Nelle sue liriche i temi sono soprattutto quelli sociali e politici, senza però trascurare l’amore. Tra le sue opere ricordiamo: Poesie, Trittico italiano e Statuette di Tanagra e 18 canzonette per la patria amara.

Odysséas Elitis, (Candia 1911 – Atene 1996) visse a lungo a Parigi, in patria ricoprì l’incarico di presidente dell’ente radiofonico greco. Considerato il poeta del surrealismo e come tale rappresenta i sogni e le visioni di ognuno di noi che oltrepassano la quotidianità. Nel 1979 gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura. L’opera più importante di Elitis è “Dignum est” del 1959, un componimento di 88 pagine la cui stesura richiese ben 14 anni.

Antonucci non si è limitato alla lettura delle liriche più famose e suggestive, ma l’ha integrata con le musiche composte da Mikis Theodorakis ed altri autori, rendendo la conversazione viva ed aprendo un dibattito con il pubblico su un argomento spesso trascurato e quindi poco conosciuto.

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