Il segretario provinciale Uilm Taranto Antonio Talò interviene alla vigilia dell’incontro al Mise sulla vertenza Ilva

“L’incontro di lunedì prossimo, a Roma, per discutere della vicenda Ilva, potrebbe essere determinante. Attendiamo che lunedì si presentino alcune condizioni, altrimenti non arretreremo di un passo. Diciamo no agli esuberi, chiediamo di conoscere il piano ambientale e industriale dello stabilimento, vogliamo, come sindacato, certezze sui salari, sugli ammortizzatori sociali, sull’impegno del governo a superare questa fase di transizione, estremamente delicata. Da quanto emerso nell’ultimo confronto, siamo lontani da quello che per noi deve essere un numero accettabile sui lavoratori da porre in cassa integrazione. L’azienda deve fare un bel passo indietro, sia sui numeri sia sull’ipotesi di esuberi, che deve essere scongiurata. Vogliamo certezze anche sul salario dei dipendenti. Anche la questione ‘rotazione’ è da valutare attentamente, perché, negli anni scorsi, i disagi sono stati avvertiti molto di più in alcuni reparti del siderurgico che in altri. Rammentiamo la necessità di un accordo di programma sul salario e per evitare gli esuberi, così come fatto per il caso di Genova. Il governo deve intervenire con misure concrete. Ognuno farà la sua parte. In questo passaggio, si vive una fase ancora più complicata rispetto al passato. Non servono annunci o slogan, di chi, in maniera irresponsabile, in questi giorni sta creando un clima di terrore e paura. Ribadiamo in modo netto che, se si giungerà a discutere di esuberi, la Uilm lo farà solo in presenza di misure adeguate, che non lascino per strada nemmeno un solo lavoratore dell’Ilva e dell’appalto, senza ammortizzatori adeguati.
Sarà mobilitazione ad oltranza: nessuno pensi che al danno sulla salute si aggiunga la beffa della perdita del posto di lavoro. La Uilm lo dice da sempre: continueremo a farlo in modo corretto e coerente. Al governo abbiamo chiesto che ci siano comunicati, presto, il piano ambientale, che per noi resta fondamentale, e il piano industriale dello stabilimento. Sarà uno snodo cruciale, mantenendo fermo il punto che non può esserci un ulteriore aggravio sui lavoratori e sui cittadini”.

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