“FESTA DELLA DONNA” AL MARTA

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MarTa partecipa alla giornata della Festa della Donna dell’8 marzo 2017 con un programma per grandi e piccoli sul tema della donna magno-greca tarantina, con conferenze, laboratori e visite guidate. L’8 marzo tutte le donne avranno accesso gratuito al Museo Archeologico Nazionale di Taranto nell’intera giornata dalle ore 08,30 alle ore 19,30 (uscita dalle sale ore 19,15) per visite libere. Alle ore 16,30 la conferenza “Magna Grecia…femminile plurale” sarà tenuta dalla Prof.ssa Flavia Frisone (Università degli Studi del Salento) nella sala “Incontri” del Museo, ad ingresso gratuito. Al secondo appuntamento con gli incontri per la Giornata internazionale della donna al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Flavia Frisone utilizzerà i tesori racchiusi nello straordinario scrigno del MarTa per riflettere su una storia che nessuno ha ancora scritto. Flavia Frisone parla della conferenza dell’8 marzo: “Si partirà dalla straordinaria esperienza delle comunità elleniche dell’Italia meridionale, che Taranto così bene sintetizza, una storia ricca di fermenti che solo ora trova riscatto dall’etichetta mortificante di società “coloniale”. Pensiamo alla componente femminile di quella società, spesso chiamata dalla tradizione a svolgere un ruolo di continuità fra passato e presente, fra madrepatria e comunità coloniali (Locri) ma anche fra preesistenti comunità locali e nuove poleis elleniche. Pensiamo all’orgoglio di queste donne consapevoli dei loro ruoli e dei loro privilegi. Raccontiamo alla sapienza antica che coltivarono per secoli, un sapere che fece, ancora una volta, da ponte fra civiltà diverse. Facciamoci condurre dalla solenne possanza della dea di Taranto, sovrana bellezza strappata alla sua terra, o dall’aura sognante dell’Afrodite che ci scorge dal candore del suo marmo. Dalle immagini di donne del mondo magno-greco giungono voci diverse, echi di esperienze variegate e di un sapere loro affidato e da loro custodito con tenacia e orgoglio. Raccontiamo storie di loro, non le loro storie, perché le donne antiche lasciano flebile traccia di sé, pur nella ricchezza d’immagini del femminile che da quel lontano passato ci giungono. Eppure, a pensarle, quelle storie, sono un filo rosso che dall’antico ci porta al presente, alle donne che oggi, in questa terra ferita che cerca riscatto, trovano nel suo cuore antico il coraggio di una scommessa, di un sogno…”.

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