Salta il Concertone del Primo Maggio a Taranto

concertone 2016

di MARIA SILVESTRINI

Il motivo dichiarato dal Comitato Cittadini Liberi e Pensanti è chiaro: “Evitare strumentalizzazioni da parte di qualsiasi movimento o partito politico vista la concomitanza dell’evento con la campagna elettorale per le amministrative”. Ma c’è molto di più dietro il silenzio assordante della rinuncia al Concertone. C’è la denuncia aperta nei confronti del boicottaggio del Comune di Taranto, c’è la denuncia di insinuazioni velenose nei confronti degli organizzatori, c’è la sfida a chi sta a guardare mormorando invece di rimboccarsi le maniche e lavorare per questa nostra città.
Il Comitato in via Cavallotti era gremito di giornalisti e simpatizzanti nel corso della conferenza stampa di sabato, niente interviste, nessuna ricerca di visibilità, Cataldo Ranieri e Giovanni Raimondi hanno raccontato la storia del #primomaggiotaranto con passione. “Vogliamo tutelare questo nostro figlio prediletto da ogni speculazione che la campagna elettorale comporta. Vogliamo che questo resti un evento libero, perché libertà significa coerenza, capacità di mantenere saldi i propri valori, di essere trasparenti in ogni passaggio dell’organizzazione”. Il primo a parlare è stato proprio Ranieri che ha ripercorso la storia del concertone ed ha ricordato come la città ha ben presto sentito l’evento come un momento proprio, da sostenere, ha sottolineato l’attenzione positiva raccolta negli anni, la partecipazione gratuita di tanti artisti a livello nazionale, la fatica ed i costi di un evento nato dal nulla e ottenuto grazie a tantissimi volontari che lavorano sottraendo tempo alla famiglia e al lavoro. La parte più amara, la rinunzia ed il boicottaggio, è stata scandita con parole di fuoco da Michele Riondino, intervenuto con un messaggio. “Andate al Parco archeologico questo Primo Maggio ed ascoltate il silenzio, e chiedetevi se questo silenzio vale una città dimenticata”. Parole di denuncia di connivenze e malignità, che andavano oltre la campagna per le elezioni amministrative, che dicevano di un rammarico e di una sofferenza vissuta come una sconfitta.
Anche Roy Paci e Diodato sono intervenuti con due brevi messaggi per sostenere la scelta difficile di saltare questa edizione del Concertone. Infine ha concluso il Presidente Ranieri che ha scelto di leggere il suo intervento quasi a sottolineare che le accuse precise e circostanziate al boicottaggio avvenuto nel 2016 da parte dell’Amministrazione Comunale non fossero uno sfogo emotivo ma un vero atto d’accusa a chi non vuole che la città cambi in meglio.
Un passaggio sofferto quello affrontato dal Comitato dei ‘Liberi e pensanti’, ampiamente giustificato dall’attuale fase politica, ma anche un momento di riflessione e di ripartenza. Un segnale forte per tutti, perché il ‘silenzio’ voluto di questo Primo Maggio ci aiuti a riflettere su quanto ancora sia lunga la strada per restituire la dignità a questa città difficile. “Nel 2018 ci saremo, e forse troveremo persone più disponibili all’ascolto anche nell’Amministrazione” ha concluso Cataldo Ranieri. Non un auspicio ma una certezza siglata con una città che ha voglia di ricominciare perché, come ha detto Giovanni Raimondi “se c’è volontà e determinazione le orchidee tornano a fiorire anche nel deserto”.

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