Al MarTa archeologia e paesaggio

Arcangelo Alessio

Testa

di SILVANA GIULIANO
È stata celebrata  martedì 14 marzo la Giornata nazionale del Paesaggio. Anche il MarTa ha partecipato a questa giornata con un variegato programma sul tema “Archeologia e Paesaggio. Il territorio di Taranto tra archeologia, paesaggi e identità”. La direttrice Eva Degl’Innocenti aveva presentato a Roma, lo scorso 7 marzo, il programma del Museo nel corso della conferenza stampa tenuta dal Ministro Dario Franceschini e dal Sottosegretario di Stato Ilaria Borletti Buitoni. Il dott. Arcangelo Alessio (già funzionario archeologo della ex Soprintendenza Archeologia della Puglia e ex direttore del Museo Archeologico Nazionale di Taranto) ha tenuto una relazione sulla necropoli di “Piazza D’Armi” dell’Arsenale Militare. Nei primi anni del Novecento, lavori di sistemazione delle aree attigue all’ingresso dell’Arsenale della Regia Marina Militare di Taranto determinarono la scoperta di ampi settori di una necropoli di età romana. L’area indagata veniva all’epoca definita “piazza d’Armi”. Gli scavi interessarono un centinaio di tombe esplorate nell’aprile del 1901, di tipologia diversa, sia ad inumazione sia a cremazione. “La necropoli – ha spiegato Arcangelo Alessio – si estendeva ad arco tra i due mari, in un’area frequentata soprattutto tra il II sec.a.C e il II sec. d.C. Nel 1911, la costruzione di alcuni edifici consentì la scoperta di un complesso di sette tombe a camera, raggruppate in un unico spazio, le cui pareti interne erano riccamente decorate con ghirlande disposte a festoni lungo le pareti, in due casi avevano le porte dipinte ed esposte oggi nel museo. Le tombe, nonostante la ferrea opposizione del soprintendente Quintino Quagliati, furono tutte distrutte. Il Ministero dell’Istruzione pubblica concesse, infatti, ai fratelli Augenti, proprietari dei suoli, la distruzione delle tombe. Quintino Quagliati riuscì a salvarne soltanto una che fece smontare e ricostruire nel giardino del Museo. Purtroppo, anche questa tomba andò distrutta nel 1935-36 quando il museo fu ampliato con l’ala Ceschi su via Pitagora”. Oggi, però, possiamo ammirarne e apprezzarne una ricostruzione nel nuovo allestimento del MarTa. Delle altre rimangono solo i corredi funerari esposti, in parte, nelle sale del museo. Al termine della relazione il dott. Alessio ha approfondito il tema, oggetto della relazione, illustrando le caratteristiche dei reperti con una visita guidata nelle sale del MarTa.

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