Le tre età dei vaccini tra falsi miti e pregiudizi

conversano

vaccininforma

di MARIA SILVESTRINI

Non poteva esserci titolo più azzeccato ed accattivante per la relazione che il dott. Michele Conversano, Direttore del Dipartimento di prevenzione e Servizio Igiene e Sanità Pubblica della SSL di Taranto, ha tenuto venerdì 24 nel Salone deli Specchi di Palazzo di Città. L’invito è venuto dai presidenti di tre diversi Club Services: Maria Cristina Scapati per l’Associazione Mogli dei Medici, Maria Antonietta Spinelli per l’Associazione Maestri Cattolici e Arcangelo Alessio per il Lions Taranto Host.
“Un tema che ci tocca tutti personalmente – ha sottolineato il dott. Alessio nel presentare il relatore-Un incontro di grande attualità per le voci discordanti che il web ha amplificato negli ultimi anni creando disinformazione, timori e infine la caduta degli indici di vaccinazione particolarmente nei più piccoli”. Da qui la necessità di tornare a dare notizie concrete e sperimentate sull’assoluta vitale importanza di continuare con le vaccinazioni quale misura di profilassi sicura, un servizio dovuto particolarmente alle categorie interessate quali i medici i maestri, i genitori. Il dott. Conversano, padrone della materia, è stato anche capace di rendere una lezione scientifica in maniera semplice e fortemente interessante.
La lunga storia dei vaccini ha avuto nell’ultimo secolo una evoluzione rapidissima che ha consentito di debellare malattie terribili. E’ noto come una precedente risposta immune nei confronti di un agente infettante renda un individuo meno suscettibile o addirittura resistente ad una reinfezione, grazie a questa osservazione la progressione degli studi dal 1700 in poi ha consentito la possibilità di conferire ad un individuo una protezione immunitaria nei confronti delle malattie infettive. Il “vaccino” è una preparazione farmacologica antigenica, che una volta somministrato induce una reazione immunitaria specifica che lo proteggerà successivamente dall’aggressione del patogeno nei confronti dei quali è stato vaccinato. Si tratta di una pratica profilattica per insegnare al nostro corpo a ricordare e a riconoscere un patogeno, in maniera tale che possa avere rapidamente i mezzi per poter sconfiggere un’eventuale infezione. Malattie gravissime come il vaiolo e la poliomelite, sono quasi scomparse nei Paesi occidentali, altre come il morbillo, la meningite la parotite, la pertosse, la rosolia, l’Epatite B sono fortemente diminuite. Tutto questo evita non solo la malattia in sé ma anche le gravi complicazioni conseguenti che in alcuni casi possono portare anche alla morte. Quando si abbassa il livello di protezione attraverso la vaccinazione, l’intera popolazione torna ad essere a rischio. Per questo motivo, ha sottolineato il dott. Conversano, il dibattito sui blog fatto da citazioni spesso false, comunque fortemente inattendibili e non supportate da validità scientifica, creano dubbi e controversie sull’utilizzo dei vaccini, sugli effetti collaterali e sulla loro efficacia.
La vaccinazione in età infantile è assolutamente necessaria per evitare ai propri figli malattie gravissime, fra queste la meningite che sembra essersi risvegliata in alcune Regioni italiane. La stessa improrogabile necessità si rivela nella popolazione anziana che presenta pluripatologie, in questo caso anche una semplice influenza può essere problematica. Oggi esistono oltre ai vaccini antiinfluenzali anche quello contro la poliomelite e contro l’Herpes Zoster e sono stati messi a punto anche vaccini da utilizzare nella fascia adolescenziale o adulta come quello contro il papilloma virus.
“Vaccinarsi non è un fatto personale, – ha concluso il dott. Conversano – ma una responsabilità verso l’intera società, informarsi in maniera corretta è assolutamente necessario quando il dubbio viene insinuato attraverso strumenti multimediali che enfatizzano casi isolati e tacciono le evidenze di centinaia di studi e di risultati. Esiste un vademecum antibufale da consultare, dobbiamo utilizzarlo”.

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