Capacità e prospettive del Porto di Taranto

 

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di MARIA SILVESTRINI

L’avv. Sergio Prete, presidente dell’Autorità Portuale, ed il prof. Bruno Notarnicola, direttore del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, sono stati i protagonisti di un incontro molto affollato, sabato 1 aprile nel Salone della Provincia. Ad organizzarlo tre Lions Clubs: Taranto Poseidon, presidente Josè Minervini, Taranto Città dei due mari, presidente Ada Laneve, Massafra-Mottola Le cripte, presidente Raffaele Rescina. Al centro la rinnovata attenzione nei confronti del porto di Taranto che ha messo a segno nel 2016 un incremento del 9,3 per cento rispetto all’anno precedente. In cifre assolute, 24.668 milioni di tonnellate movimentate rispetto ai 22.665 del 2015.

I dati sono stati indicati dall’avv. Prete che si è mostrato fiducioso nello sviluppo del porto. “Le prospettive concrete vanno costruite con passi progressivi – ha detto. Nell’anno appena trascorso abbiamo dato corpo ad interventi strutturali molto significativi nell’adeguamento del molo polisettoriale, presto dovrebbero essere pronti altri 600 metri di banchina dopo quelli consegnati a fine luglio, sono stati affidati finalmente ad Astaldi i lavori per la cassa di colmata funzionale all’ampliamento del quinto sporgente”. La lunga fase di ristrutturazione dei moli, ha spiegato, è legata alla necessità di adeguare la struttura ad un’attività polifunzionale con l’avvio di una concreta attività commerciale. Il Terminal crociere sarà pronto nell’autunno prossimo, ma già è avviata un’attività di marketing ad ampio spettro per intercettare flussi di turisti volti alla nostra città ed al suo hinterland.

Sono anni che si attende il decollo del porto di Taranto, l’avv. Prete lo sa bene, per questo è molto attento nel dosare facili speranze e difficoltà di ogni genere che tendono a bloccare le attività di ristrutturazione. Rimane il prioritario rapporto con la grande industria, raffineria e siderurgico, che finora con le loro movimentazioni hanno fatto del nostro porto uno degli scali principali d’Italia. Tramontata sembra invece la fase dei container a meno che si affacci qualche nuovo partner rilevante. Tema spinoso, quello dell’inquinamento. “Le navi inquinano? Non c’è porto senza navi ma le metodologie innovative sono sempre più utilizzate anche nel trasporto merci e le grandi navi sono oggi molto meno inquinanti. Non siamo al rischio zero, ma certamente tutti gli accorgimenti possibili sono una priorità nelle nostre scelte”.

Il prof. Bruno Notarnicola ha legato il tema dell’innovazione tecnologica e commerciale alla capacità di ricerca ed approfondimento di singoli temi da parte dell’Università “L’università è la sede di una risorsa straordinaria: il capitale umano, quindi è strategica per lo sviluppo del territorio. Come università già da alcuni anni abbiamo formalizzato una convenzione con l’Autorità Portuale per Master in Tecnica e Diritto doganale, ma siamo solo agli inizi. Il porto sviluppa attività commerciali e culturali, è portatore di un’idea transculturale che dobbiamo favorire”.

Se Taranto deve tornare ad essere città di mare il Porto ne è certamente un elemento strategico, diventa necessario creare un sistema sinergico con la città e con quegli elementi di cultura ed innovazione che trovano nell’Università l’espressione migliore. Non basta un incontro a renderci partecipe di un’attività marittima che non sembra essere nelle nostre corde, è un passo verso la consapevolezza che il nostro sviluppo anche turistico passa per la via del mare.

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