Governare il territorio e rivestirlo di bellezza

tavolo Scozzi, Amalfitano, Sanesi

muscardin fornarodi MARIA SILVESTRINI

“Governare il territorio: approcci analitici in prospettive olistico-globali, il valore del simbolo nella definizione della strategia urbana” è il titolo del focus voluto da Camera di Commercio, Centro di Cultura Lazzati e Politecnico di Bari per approfondire in chiave trasversale il Corso di Alta formazione sull’indice BES come strumento di verifica e gestione del territorio. Un tema complesso che è stato trattato con grande efficacia dalla dott.a Stefania Fornaro, viceprefetto, e dalla prof.a Anna Muskardin, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze e nota artista internazionale.
La Camera di Commercio di Taranto, rappresentata dalla dott.a Claudia Sanesi, ha avviato dal gennaio scorso, insieme al Politecnico di Bari e al Centro di cultura «Lazzati» un laboratorio sul Bes, l’indicatore che accanto al Pil (Prodotto interno lordo), misura anche il Benessero equo e sostenibile. La prof.a Barbara Scozzi, responsabile scientifica del progetto, ha sottolineato che vi partecipano con molto entusiasmo, trenta fra giovani laureati e rappresentanti della Pubblica Amministrazione. Obiettivo del corso è creare nella P.A. la figura di un manager che possa concorrere alla strutturazione della governance portando una visuale diversa, quella di chi guarda alla ricaduta effettiva che generano i programmi e alla possibilità di valutarla. Sarebbe importante se, come chiesto dalla Camera di Commercio, il Tavolo istituzionale assumesse il Bes come atto di indirizzo e misura di orientamento strategico per i territori, anche per riqualificare le politiche pubbliche. “Si tratta infatti di un’analisi in grado di dire quanto questi progetti innalzino effettivamente il livello di benessere e di qualità della vita della comunità – ha osservato la dott.a Sanesi – per questo il nostro impegno su questo tema è costante e convinto”.
In quest’ottica si inserisce il focus di lunedì 10 aprile che ha sottolineato l’importanza di una mappa concettuale per poter governare un territorio. “Saperla costruire – ha sottolineato la dott.a Fornaro -vuol dire dare un quadro logico ad un insieme di informazioni destrutturate affinchè la creazione di una città realmente sostenibile si poggi su analisi e progetti che vanno tutti nella stessa direzione e si possano comporre come in un puzzle ben riuscito”. Una mappa è strumento di organizzazione della conoscenza nell’ottica di un apprendimento significativo, consente di entrare in un orizzonte in cui ciascun elemento è parte del tutto e rende visibile il pensiero. Il Governo del territorio deve avere una visione globale ed è forse questo uno dei punti deboli del mancato processo di sviluppo della nostra città che nel tempo ha messo sul tavolo tante proposte di intervento, quasi mai legate da una visione complessiva.
Stefania Fornaro, nella sua relazione, ha ben evidenziato la complessità di una governance multilivello osservando come, nel non breve periodo in cui sta affiancando la dott.a Vera Corbelli nella gestione delle bonifiche del S.I.N. di Taranto, l’approccio sistemico è stato il valido presupposto per tenere insieme i vari aspetti del territorio dando una risposta non circoscritta al solo fattore inquinamento.
La professoressa Muscardin ha delineato l’importanza del simbolo nel dover indicare la prospettiva di novità e di bellezza di un luogo come la città di Taranto che di per sé è bellissimo. “Taranto – ha detto – ha una splendida posizione geografica ed una storia millenaria, ma ha bisogno di non fermarsi a guardare il passato. La contemporaneità può essere bellezza se l’architettura coinvolge e ricrea il paesaggio. Le nuove architetture con le foreste verticali e le forme avveniristiche possono essere affascinanti ed inserirsi tranquillamente in ogni contesto. Dopo vari secoli di dominio della visione materialista e dicotomica, oggi la bellezza anche nella costruzione e ricostruzione di interi quartieri sta riemergendo con una ricchezza, una complessità e una creatività mai conosciute prima”.
Le conclusioni dell’incontro sono state tratte con la consueta profondità dal prof. Domenico Maria Amalfitano, presidente del Centro di Cultura Lazzati, che da tempo si spende per innervare di economia civile i meccanismi della Governance locale.

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