NELLA CASA CIRCONDARIALE DI TARANTO, LA SECONDA FASE DEL PROGETTO “IL GIARDINO SINERGICO-TERAPEUTICO”

Con il D.P.C.M. 1.4.2008, la Sanità Penitenziaria è passata dalla competenza del Ministero della Giustizia a quella del SSN, che opera ed interviene attraverso le macrostrutture territoriali competenti (a Taranto attraverso il Distretto Socio Sanitario Unico Cittadino).

Nell’ambito della Medicina Penitenziaria, il Distretto S.S. Unico è chiamato a dare risposte, non solo in termini sanitari (di stretta competenza), ma anche in termini sociali, se si considera la ricaduta che proprio le questioni sociali hanno sulle patologie presenti negli Istituti di Pena e, quindi, anche nella Casa Circondariale di Taranto.

In tal senso, il Distretto S.S. Unico, d’intesa col Direttore Generale della ASL di Taranto, Avv. Stefano Rossi, in considerazione dei rapporti di collaborazione che intercorrono con la Casa Circondariale di Taranto, ha realizzato la seconda fase del Progetto: “li giardino sinergico-terapeutico”.

Anche in questo caso ci si è avvalsi dell’Agricoltura Sociale che già aveva dato ottimi risultati in occasione della prima fase dello stesso Progetto, realizzato attraverso la sinergia tra Azienda Sanitaria, Istituzioni, Associazioni ed Imprese, che perseguono finalità analoghe per rispondere a nuove sfide che vedono nella riabilitazione dei detenuti la risposta a molte problematiche sanitarie/sociali.

L’intervento è stato realizzato all’interno della Casa Circondariale in una grande aiuola, che, grazie alla sinergia tra operatori agricoli e detenuti, si è trasformata da spazio incolto e per niente utilizzato, ad area dedicata alla coltivazione, sia di piante officinali (origano, lavanda, maggiorana, ecc.), che di ortaggi.

Il Giardino è stato organizzato secondo tre aree di attività: Autoproduzione, Sinergia e Cooperazione, in un’ottica secondo la quale non è tanto importante la produzione e l’uso del prodotto finale, quanto il fine educativo/formativo a valenza occupazionale.

I detenuti impegnati sono stati n. 7, di cui n.4 italiani e n.3 di origine albanese.
Agli stessi è stato corrisposto un importo netto di Euro 5 ad ora per 2 ore al giorno e per complessivi n.30 giorni lavorativi, dal 27 ottobre al 15 dicembre 2016.
La ASL Taranto ha sostenuto tutte le spese necessarie alla realizzazione del progetto, comprese quelle per l’acquisto delle divise, delle strutture mobili (casetta per attrezzi e piccola serra) e dell’acqua necessaria per l’irrigazione delle piante.
Nel progetto sono stati impegnati: n.2 dipendenti ASL esperti in progettazione di Agricoltura Sociale applicata alla Medicina Penitenziaria, n.5 operatori agricoli appartenenti a n.4 Masserie Didattiche che hanno messo a disposizione propri macchinari ed attrezzature ed una psicologa con esperienza in psicologia penitenziaria.
Le attività progettuali sono state quelle dì:
-realizzazione di un orto sinergico su bancale coltivato con metodo biologico;
-coltivazione di ortaggi in tunnel;
-realizzazione impianto di irrigazione;
-coltivazione in esterno di ortaggi;
-allestimento di una fungaia;
-allestimento e decorazione del capanno/deposito;
-montaggio e decorazione n. 7 cassoni successivamente coltivati;
-realizzazione n. 7 murales (uno da parte di ciascun detenuto).

L’intera attività progettuale è stata quotidianamente monitorata dalle dipendenti della ASL, con la realizzazione di un diario di campo ove sono state annotate le impressioni, le osservazioni e gli stati d’animo dei sette partecipanti e dal quale è emersa la conferma della valenza curativa-psicologica dell’esperienza.

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