Il Festival Marcellino de Baggis: un impegno e un sogno

Foto festival

Locandina programma

di MARIA SILVESTRINI
“Questo Festival che ho fortemente voluto per onorare il ricordo di mio figlio è, dal 2011, un impegno ed un sogno”. Il dott. Marcello de Baggis presidente della Onlus a cui il Festival fa riferimento, espone con pacatezza progetti e difficoltà che l’organizzazione complessa dell’evento porta con sé. “Sono entrato in un mondo sconosciuto – sottolinea – era il mondo di mio figlio, sembrava un’impresa impossibile, invece anno dopo anno il Festival si consolida e diventa un’opportunità per questa città. Un’opportunità per fare cultura in maniera concreta, perché la cultura passa attraverso la conoscenza di storie, racconti e linguaggi diversi”. L’auspicio del presidente è che non solo il festival sia partecipato ma che entri come una concreta opzione di crescita nella nostra città. E che il prossimo governo locale ne comprenda la valenza e possa sostenerlo non in termini economici ma con un supporto di attenzione e di alternative.
Guido Gentile, direttore artistico insieme ad Andrea Simonetti, ha presentato il complesso lavoro di scrematura effettuato anche con la collaborazione di Leonardo Gregorio, per selezionare 40 documentari da proiettare sui 155 pervenuti da tutto il mondo. Una selezione attuata attraverso numerosi parametri a partire dalla coerenza relativa del documentario e passando naturalmente attraverso la sensibilità di ciascuno. “Dietro al documentario – ha detto Andrea Simonetti che è anche regista ed attore – c’è un enorme lavoro personale. Il documentarista è quasi sempre un uomo che lavora da solo, non utilizza una troupe complessa come accade nel cinema. Il documentario non è costruito su una sceneggiatura, lo diventa man mano che la storia si evolve e cambia nella testa dell’autore. Si tratta di una tipologia di cinema diversa che non ha un grande mercato né molti contributi. Un lavoro in cui si investe senza un ritorno immediato. Anche per questo un festival sul cinema documentario diventa una ricchezza di espressioni e di punti di vista”.
Il Festival internazionale del cinema Marcellino de Baggis quest’anno è allocato nella prestigiosa sede del Polo universitario jonico, Convento di San Francesco. Non solo nella Sala Basilica, ma anche in due sale al primo piano dal 3 al 7 maggio, ogni pomeriggio dalle 16,30 in poi, sarà possibile assistere ai documentari proposti in maniera totalmente gratuita. “Il Festival è una festa che ti avvolge e ti trasporta in luoghi diversi e lontani, donandoti la passione per un cinema fatto di storie vere” – ha sottolineato Guido Gentile. Alle quaranta pellicole in concorso si aggiungono quest’anno quattro docufilm fuori concorso. Si comincia mercoledì con “Più libero di prima” di Adriano Sforzi vincitore della scorsa edizione del festival, venerdì c’è “Biografia di un amore” di Samule Rossi ed “Urli e risvegli” di Nicola Ragone, sabato “Matrimonio siriano” anteprima nazionale di Laura Tangherlini.
Al Festival si vanno aggiungendo iniziative importanti e diversificate: sabato 6 maggio alle 9,30 il Convegno New Web Vague sulle politiche della distribuzione al tempo di internet, che analizza il rapporto tra cinema e web. Il progetto “TANN’… Taranto negli archivi familiari”, con il recupero di pellicole di altri tempi. Un bando nelle scuole che vede la partecipazione dell’ISS Liside i cui ragazzi hanno realizzato il documentario “Finestre mute”.
La cerimonia di premiazione nella serata di domenica 7 maggio sarà preceduta dall’omaggio a Marcellino de Baggis con la proiezione di un suo documentario girato in India “Mumbai Masala” e da un concerto dell’orchestra Chitartarentum diretta dal maestro Pino Forresu.
La giuria presieduta dal regista Daniele Ciprì conta nomi prestigiosi e sarà il riferimento per tutti coloro che vorranno confrontarsi direttamente con chi nel cinema lavora ed opera. Il Festival alla sua terza edizione cresce di intensità, un’occasione da non perdere per approfondire la passione per il cinema e la conoscenza di mondi diversi.

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