Il candidato sindaco Rinaldo Melucci sul patrimonio archeologico dichiara: “Rendere questi luoghi vivi per sottrarli al degrado”

Fatta eccezione per il parco di Saturo, Leporano e per alcune aree sotto tutela ministeriale o della Marina Militare, Taranto non sta affatto valorizzando il suo patrimonio archeologico.
Così il candidato sindaco del centrosinistra Rinaldo Melucci che poi si sofferma sul caso del Parco Archeologico della Mura Greche nell’area di Collepasso nel quartiere Solito-Corvisea.
Quel luogo che i tarantini hanno imparato a conoscere meglio dopo il concerto del primo maggio è in realtà uno dei giacimenti di cultura e storia a cielo aperto della nostra città, una vera e propria oasi risparmiata anche all’espansione edilizia a est dell’abitato urbano – spiega Melucci – Negli scavi degli anni ’70 e poi in quelli successivi della fine degli anni 80, furono messi in luce i resti del circuito murario di età greca, ma anche i percorsi viari che conducevano fino a Mar Piccolo, altro importante sito archeologico e naturalistico che gli stessi tarantini stentano ancora a considerare come luogo della memoria.
Lo stato di abbandono di questi tracciati – continua Melucci – oggi non ci consente di sfruttare al meglio tale potenziale.
In altre realtà italiane aggregazioni di Comuni si sono aggiudicati i 5,6milioni di euro provenienti dal Piano di Azione e Coesione del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo 2007-2013 pari a 5,6 milioni di euro – afferma il candidato sindaco – ecco perché considero ancora una volta urgente la creazione di un’area metropolitana che faccia programmazione.
Penso ad una gestione dei siti allo stesso tempo innovativa e conservativa – conclude il candidato Sindaco – con la creazione di partnership culturali e economiche tra enti e private associazioni, cooperative di archeologici o di esperti di animazione e didattica culturale per i più piccoli, ma che devono trovare anche una sostenibilità economica da parte dei privati coinvolti. Un modello di relazione e scambio che si potrebbe utilizzare anche nell’ambito del progetto dei giardini condivisi: spazi pubblici come piazze o parchi che tornino a essere luoghi vivi e sottratti al degrado grazie alla collaborazione con le associazioni di volontariato sportivo e sociale della città.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...