“Venuti dal mare”, installazione per una Taranto solidale in occasione dei festeggiamenti patronali

venuti dal mare

Volti che ti guardano, accomunati da un sorriso spontaneo. Il colore della loro pelle si inframezza all’azzurro del mare, che hanno attraversato per giungere tra noi, o al blu diverso delle farfalle, che portano in alto la loro voglia di libertà. In questi giorni, quanti si trovano a percorrere il Lungomare Vittorio Emanuele II in Città vecchia, si trovano di fronte, all’improvviso, a un’installazione ambientale di Giulio De Mitri: “Venuti dal mare” che campeggia sulla parete retrostante il MuDi, il Museo Diocesano, guardando il mare. Si tratta di una sorta di grande puzzle, riprodotto su un supporto telato, sul quale caselle colorate d’azzurro, che propongono, in diverse gradazioni d’azzurro, il mare, il cielo e il volo delle farfalle, si inframezzano alle caselle nelle quali sono riprodotti i volti dei migranti giunti a Taranto. Volti giovani, a volte pensosi, in genere sorridenti. Fra loro alcune donne e anche bambini che nel viaggio fatto dalle loro madri hanno visto la luce.
La grande tela, sei metri per quattro, è stata realizzata in occasione dei festeggiamenti del patrono Cataldo, il vescovo santo venuto anch’egli dal mare, quasi a contrassegnare il senso di un attraversamento che lega due sponde così vicine, ma spesso irraggiungibili. Una provocazione, quindi, che interroga la nostra coscienza, ma soprattutto la rappresentazione grafica del concetto di accoglienza come valore condiviso: allo stesso modo in cui accolse il suo santo patrono, la città dimostra la sua solidarietà umana, accogliendo allo stesso modo la sollecitazione di Papa Francesco.
L’opera, nata da un’idea della giornalista Elena Modio, è stata realizzata dal noto artista Giulio De Mitri, che ne ha condiviso gli scopi, con la collaborazione dell’associazione di volontariato “Ohana”, che è impegnata a promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti ospitati a Taranto, del circolo fotografico “il Castello”, che si è occupato di ritrarre i migranti disponibili a partecipare al progetto, dell’arcidiocesi di Taranto e del Csv, il Centro servizi volontariato.
I volti ritratti non resteranno forse impressi nella nostra memoria. Li dimenticheremo, una volta tornati sulla nostra strada, ma non potremo dimenticare il messaggio di fraternità e di solidarietà che dai loro volti passa nella nostra coscienza. Anche i loro nomi dimenticheremmo subito, ma vogliamo scriverne alcuni per dare una maggiore consistenza alla loro identità: Jimba, Albert, Martin e Austin dalla Nigeria, Marra/sulaiman, Adboulie e Bob dal Gambia, Malik e Abubacar dal Ghana, Ebube dal Biafra, Amir dal Pakistan, Alassane dal Senegal, Alhassane dal Mali…

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