Fornaro su risarcimenti Ilva: “Vanno chiesti nei tribunali, non nelle convention elettorali”

 

Fornaro in tribunale

“I risarcimenti per i danni causati dall’Ilva noi li abbiamo chiesti nei tribunali non nelle convention elettorali”. Vincenzo Fornaro, candidato sindaco per ‘Taranto Respira ed Ecologisti’, ‘Partecipazione è Cambiamento’ e ‘DemA’, sospira. Il tono è amaro. “Questa gente mi fa rabbia. Sorrido ma ci sarebbe da piangere a sentir parlare di richiesta di soldi per i danni subiti dall’Ilva da parte di candidati sindaco che al loro interno hanno raccolto un sostegno scellerato, imbarcando a piene mani vecchie volpi della politica, capaci di andare da destra a sinistra e viceversa pur di mantenere un posto in consiglio comunale. Sono le facce note di chi c’era ai tempi della giunta dell’allora sindaco Rossana Di Bello. Noi ce le ricordiamo – sottolinea Fornaro – e come noi tanti altri. In quel lontano 2005 il Comune ritirò all’ultimo la costituzione di parte civile in un processo contro Ilva che di lì a qualche giorno sarebbe finito con una condanna per la società. Altrettanto fece la Provincia, ai tempi guidata da Gianni Florido. Poteva essere la prima vera occasione di riscatto della città per il torto subito ed invece si preferì accordarsi con i Riva, secondo un copione di assoggettamento bipartisan. Dal 2003 al 2008 vennero stipulati tra Ilva ed istituzioni locali quattro atti d’intesa per migliorare le prestazioni ambientali del siderurgico. Nei fatti quelle belle parole non trovarono mai un’attuazione. Noi invece da quando questa triste storia è iniziata siamo sempre stati in piazza, a rivendicare il sacrosanto diritto alla salute. E quando abbiamo avuto l’occasione ci siamo subito costituiti parte civile nei procedimenti contro Ilva. Non possiamo pensare che la città torni ad essere nelle mani di chi ha permesso il dissesto economico, il commissariamento del Comune, l’avvelenamento del mare, delle terra, degli animali e la morte di tanta gente. E ci batteremo fino alla fine, fino all’ultimo voto, perché questo non accada. Si dice che i tarantini abbiano la memoria corta ma stavolta è diverso. La gente è stanca e lo dimostrerà anche con il voto”.

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