Stefania Baldassari scrive al Presidente del consiglio e al Ministro dello Sviluppo economico

BALDASSARI

Al Presidente del Consiglio
dei Ministri, dott. Paolo Gentiloni,
al ministro dello Sviluppo Economico
dott. Carlo Calenda
e, per conoscenza, a tutti gli organi di stampa

Onorevoli ministri, il mio nome è Stefania Baldassari, candidata sindaco di Taranto, già direttrice della casa circondariale dello stesso capoluogo ionico,
sento forte l’esigenza di rivolgermi a Voi non solo in questa veste, ma in qualità di cittadina e, soprattutto, di mamma che vive con la sua famiglia in un territorio che, come ben sapete, da troppo tempo sta subendo gli enormi danni causati da un’attività industriale che non ha mai posto fra le sue priorità il rispetto dell’ambiente e la salvaguardia della salute della popolazione.
Conoscete benissimo la situazione di Taranto ed in particolar modo l’attesa che sta vivendo in vista del passaggio di proprietà dell’ILVA, una cessione che dovrebbe garantire una vera e propria svolta a livello occupazionale ed ambientale. Ebbene, da alcuni giorni, nonostante le recenti smentite formulate dagli attuali commissari dello stabilimento siderurgico, sono tornate a farsi insistenti quelle voci secondo cui i tempi per la vendita dell’azienda sono destinati ad allungarsi. Un’ipotesi che, qualora dovesse tramutarsi in realtà, per Taranto ed il suo territorio potrebbe rappresentare l’ennesimo sopruso che andrebbe ad aggiungersi alle già tante umiliazioni e mortificazioni subite.
Non è possibile continuare a vivere in questo clima di incertezza. Noi, cittadini di Taranto, pretendiamo di venire a conoscenza dei tempi e delle modalità di una trattativa in cui vogliamo mettere la faccia, in cui pretendiamo di dire la nostra. Essendo in linea con le preoccupazioni espresse dalla stessa Unione Europea e con le dichiarazioni resa dall’arcivescovo di Taranto, Sua eccellenza mons. Filippo Santoro, che auspica per lo stabilimento siderurgico una innovazione (la sostituzione del ciclo del carbone con quello del gas) in grado di rendere possibile uno sviluppo dell’industria, anche siderurgica, non contaminante, sentiamo forte l’esigenza di ricevere delle comunicazioni rassicuranti sul futuro che ci spetta. Anche perché apprendiamo dalla stampa (l’articolo è stato pubblicato ieri, 24 maggio 2017) che i commissari dell’ILVA hanno scritto alle due cordate che vogliono acquistare l’azienda di accettare il rinvio del termine dell’asta, che slitterebbe di ben 9 mesi.
Ed è per questo, Onorevoli ministri, che ho deciso di scriverVi e di rivolgermi a Voi per rivendicare quell’obbligo di chiarezza che un’intera città ha il diritto di pretendere nell’ambito di una vicenda in cui le parole stanno contando più dei fatti.
Taranto ed i suoi cittadini, da anni destinatari di promesse la cui piena soddisfazione non si è ancora registrata, non possono continuare ad attendere nella più assoluta incertezza. Taranto ha diritto di conoscere il suo destino. Così come Taranto pretende di partecipare alle fasi della vendita dell’ILVA, di sapere cosa succede, di non veder gli altri decidere della sua sorte. Quant’altro questo territorio deve subire? Perché Taranto ed i suoi abitanti non vengono informati? Quello che Vi chiedo è di far capire ufficialmente a questo territorio e ai suoi cittadini cosa sta accadendo e cosa accadrà senza dover rincorrere voci od indiscrezioni di stampa.
Nella speranza che questa lettera aperta possa trovare un Vostro cortese riscontro, Vi ringrazio per l’attenzione prestata e formulo distinti saluti.

 

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