Anche a Taranto l’Agenda 2030 per una “Governance sostenibile”

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di MARIA SILVESTRINI
Si è aperto a Napoli il 22 maggio e si chiuderà a Roma il 7 giugno, il “Festival dello sviluppo sostenibile” promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 160 organizzazioni del mondo economico e sociale. 17 giorni, oltre 200 eventi, per richiamare l’attenzione sui 17 obiettivi che caratterizzano l’Agenda 2030, dall’educazione alla finanza per lo sviluppo sostenibile, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali. Taranto da tempo, grazie alla collaborazione sinergica fra il Centro di Cultura ‘Lazzati’, la Camera di Commercio e il Politecnico di Bari, è in prima linea per un cambiamento sostanziale delle linee dello sviluppo. Venerdì 26 maggio, in una giornata densa di argomenti e sollecitazioni, tante sono state le personalità del mondo accademico, economico ed istituzionale che si sono confrontate sul tema della “Governance della città sostenibile”. Già nei saluti introduttivi dei presidenti di Camera di Commercio Sportelli, del Centro di Cultura Amalfitano, di Confindustria Taranto Cesareo, del Rettore dell’Università di Bari Uricchio e del prof. Costantino a nome del Rettore del Politecnico Di Sciascio, si avvertiva una riflessione complessiva sui temi dello sviluppo, una responsabilità nuova e condivisa su una visione integrata che in maniera circolare comprende ambiente, cultura, società, economia.
“Viviamo in una fase di spensierata irresponsabilità – ha detto il prof. Fusco Girard dell’Università di Napoli – mentre la terra geme, i ghiacciai si sciolgono, noi continuiamo a guardare altrove. L’Agenda 2030 sottoscritta dall’Assemblea Generale dell’ONU nel settembre 2015 indica un percorso ineludibile che passa dalla ricerca di nuove tecnologie ma anche e soprattutto dalla formazione ad un nuovo rapporto fra noi e il mondo che ci circonda. Ricostruire rapporti civili di rispetto e collaborazione che creino una società resiliente cioè capace di adattarsi ai cambiamenti, di comprendere le trasformazioni, di valorizzare le diversità, non è un optional ma una necessità di un futuro che è già presente”. La relazione del prof. Fusco Girard è stato il punto di partenza di una riflessione a più voci che dai temi generali è passata a cerchi concentrici sulle questioni dirimenti la nostra comunità ionica. In primo luogo la questione ambientale delineata nei suoi aspetti più generali dal dott. Giovanni Brunelli della Direzione del Ministero per l’Ambiente. A partire dalla sostenibilità di tipo energetico passando per la sostenibilità sociale ed economica, sono molteplici le variabili da considerare e da analizzare. L’inquinamento a Taranto presenta ancora una elevata criticità ma sta finalmente trovando soluzioni positive attraverso la strategia di breve, medio e lungo periodo degli interventi di bonifica attuati dal Commissario straordinario Vera Corbelli e dalla sua èquipe. Ed è stata proprio la dottoressa Corbelli, dopo aver fornito gli ultimi dati sul lavoro in itinere, a sottolineare la necessità di un approccio culturale alla questione e di un’opera di costante sensibilizzazione nei confronti dei ragazzi nelle scuole.
Secondo step della giornata di lavoro dedicato alla formazione ed alla ricerca attuata in collaborazione con il mondo accademico. La prof.a Scozzi ha presentato il lavoro svolto nel master “Progettazione e gestione di città e territori sostenibili”, la prof. Cotecchia le strategie di diagnosi nel caso complesso della bonifica del Mar Piccolo, il prof. Notarnicola le questioni giuridiche ed economiche per un’azione globale di salvaguardia del patrimonio ambientale che sappia tener conto dell’elevato valore sociale e politico che lo caratterizza.
Taranto è città complessa, ma i suoi problemi sono già stati risolti altrove, in Giappone, in Spagna. Una politica accorta, una governance creativa, una simbiosi fra porto, città e territorio, insieme ad una classe dirigente più onesta e preparata sono gli elementi necessari per uno sviluppo sostenibile. Bonificare la cultura per bonificare l’ambiente e l’economia non è lo slogan di una giornata ma un programma per una città che vuole realizzare il cambiamento.

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