Stefania Baldassari interviene sulla Sanità a Taranto

“La spending review vale solo per i cittadini. Offensiva la delibera sull’aumento degli stipendi dei direttori generali delle ASL”
La candidata sindaco di “Insieme per cambiare” Stefania Baldassari, interviene anche sul piano assunzionale della ASL di Taranto

La notizia dell’aumento degli stipendi dei direttori generali delle ASL pugliesi mi è giunta pochi giorni fa mentre ero a casa di una famiglia che al rione Tamburi ha grosse difficoltà di sostentamento. Un papà, una mamma e due bambini piccoli che a causa della perdita di lavoro da parte del capo famiglia (ex operaio edile) oggi ha anche molte difficoltà ad accedere alle cure mediche per la bimba più piccola. Non si tratta di un caso isolato purtroppo e quel provvedimento regionale di fronte alla condizione di molti dei nostri concittadini suona come un sonoro schiaffo in faccia.
Così il candidato sindaco della coalizione “Insieme per Cambiare”, Stefania Baldassari, che interviene sulla delibera di giunta regionale che pochi giorni fa ha provveduto a far aumentare i compensi per i direttori generali delle ASL pugliesi dagli attuali 111mila euro a 154.937mila euro.
Dal Piano di riordino ospedaliero, passando per l’emergenza epidemiologica tarantina, ho visto fare almeno due campagne elettorali su questo tema – specifica la Baldassari – quella per le regionali e quella tutta intestina per le primarie del PD, e ora mentre ci è stato detto che dovevamo risparmiare e che dovevamo contenere la spesa si fanno lievitare le buste paga dei vertici dell’ASL.
Si tratta di un provvedimento che offende l’intera comunità pugliese ma quella tarantina in particolare che nonostante l’emergenza, i deficit strutturali e di pianta organica, la chiusura di ospedali e pronto soccorso a tutto dovrebbe assistere tranne che alla gratifica di questi manager scelti dal presidente Emiliano – dice la candidata sindaco.
E’ chiaro ed evidente che si tratta di un disallineamento grave rispetto alle priorità che si dovrebbero avere in questo settore – continua – in cui se spending review deve essere deve cominciare dai vertici.
Oggi le priorità sono altre – sottolinea la Baldassari – Ancora oggi a Taranto registriamo una carenza di organico sanitario di quasi 2mila unità, i nostri ospedali sono nel caos e non oso immaginare cosa accadrà appena cominceranno i turni di ferie estivi. Anche su questo Taranto, malgrado i proclami del governo regionale e nazionale, continua a recitare il ruolo di Cenerentola. A fronte degli investimenti in organico previsti dall’ASL di Lecce per 47,8milioni di euro (triennio 2016-2018) e dall’ASL di Bari e dal policlinico rispettivamente per 54 milioni e 28 milioni di euro, alla ASL di Taranto la voce sul piano delle assunzione è solo di 34milioni di euro. Una anomalia da correggere immediatamente avviando un confronto serrato con i vertici della Regione Puglia.

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