Giornata del rifugiato. Costruiamo una città accogliente: è un’opportunità e un dovere

Assistiamo a un evento di portata storica, il flusso continuo di uomini e donne in fuga da guerre, carestie e stragi, in cerca di condizioni di vita migliori, davanti al quale i vertici della politica europea e mondiale balbettano. Al netto delle posizioni inumane espresse da chi se ne lava le mani, indifferente a un autentico genocidio di massa, dimentico di altre migrazioni e di altre stragi, o da chi si esercita in esternazioni xenofobe, volte a raccattare consenso e non a fare proposte, è del tutto evidente che, nel mentre si assiste al fallimento di vertici internazionali, sui comuni finisca per ricadere la responsabilità di operare con trasparenza, e anche fantasia, per garantire le migliori condizioni possibili a chi arriva nel rispetto anche delle esigenze dei cittadini italiani. Il compito non è facile ma ci sono comuni che hanno sperimentato buone prassi a cui si può guardare con interesse.

La nostra città è tra quelle che ospitano un hotspot – struttura prevista dal ministero dell’Interno allestita per identificare, registrare, fotosegnalare e raccogliere le impronte digitali dei migranti – e un numero variabile di persone inserite nei Cas – Centri di accoglienza straordinaria.

Per quanto attiene all’hotspot, da più parti si sono sollevate voci di denuncia delle modalità con le quali si svolgono le procedure, non ultima quella di Amnesty International che, tramite Matteo de Bellis, ricercatore dell’organizzazione, ha dichiarato come “Determinati a ridurre il movimento di migranti e rifugiati verso altri stati membri, i leader europei hanno spinto le autorità italiane ai limiti, e talvolta oltre i limiti, della legalità”. Anche associazioni che si occupano a vario titolo di accoglienza a Taranto hanno, con numerosi e articolati interventi pubblici, denunciato la restrizione dei diritti di migranti e rifugiati ospitati nell’hotspot. La prossima amministrazione comunale dovrebbe innanzitutto esercitare per intero le proprie prerogative per far sì che tutto si svolga nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali sul diritto d’asilo.

A Taranto sono attivi diversi Cas gestiti da varie cooperative e associazioni. L’ultimo bando della Prefettura – Procedura di gara aperta, ai sensi degli art. 59 e 60 del D. L.vo 18/04/2016, n. 50 per l’affidamento mediante accordo quadro del servizio di temporanea accoglienza di cittadini stranieri minori non accompagnati e non, richiedenti protezione internazionale per il periodo 01.05.2017 – 31.12.2017 – riguardava 300 minori non accompagnati e 1835 adulti ripartiti su tutta la provincia. Numeri presunti così come la data di scadenza del servizio.

Occorre ricordare che, al fine di uscire dalla logica emergenziale dei Cas, il Ministero dell’interno ha messo in campo una serie di agevolazioni e servizi, concordati con l’Anci, per i comuni che aderiscono al progetto Sprar – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati in Italia – gestiti dai comuni e non imposti dalle Prefetture. Lo Sprar garantisce interventi di “accoglienza integrata” dei richiedenti asilo e dei rifugiati attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico; è costituito dalla rete degli Enti locali che, con il concorso delle realtà del terzo settore, accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per la realizzazione dei progetti di accoglienza.
Gli Enti locali implementano i progetti territoriali di accoglienza, coniugando le Linee guida e gli standard dello Sprar con le caratteristiche e le peculiarità del territorio, vale a dire che, in base alla vocazione, alle capacità e competenze degli attori locali – nonché tenendo conto delle risorse (professionali, strutturali, economiche), degli strumenti di welfare e delle strategie di politica sociale adottate negli anni – possono scegliere la tipologia di accoglienza da realizzare e i destinatari che maggiormente si è in grado di prendere in carico, fermo restando un livello di standard e servizi che tutti i progetti sono tenuti a garantire. Pertanto i progetti possono essere rivolti a singoli adulti e nuclei familiari, oppure a famiglie monoparentali, donne sole in stato di gravidanza, minori non accompagnati, vittime di tortura, persone bisognose di cure continuative o con disabilità fisica o psichica. Per le persone con una vulnerabilità riconducibile alla sfera della salute mentale sono previsti progetti specificamente dedicati.
La ripartizione di persone accolte, per i comuni aderenti al progetto Sprar, oltre che su quota regionale e provinciale come già avviene, è di 2,5 ogni mille abitanti.
E veniamo a Taranto: non abbiamo certezza delle informazioni raccolte perché abbiamo riscontrato una grande difficoltà ad ottenere dati dalla Prefettura a causa del trasferimento del vice prefetto vicario; registriamo le lamentele di alcune organizzazioni in merito ai ritardi della convocazione del Tavolo tecnico del Consiglio territoriale per l’immigrazione.
A quanto risulta, il nostro Comune non solo non ha rinnovato alla scadenza il progetto Sprar “Oltre confine” di via Metaponto che disponeva di soli 20 posti, ma non ha prodotto alcuna manifestazione di interesse per nuovi bandi (che si chiudono due volte l’anno al 30 marzo e al 30 settembre). L’adesione alla rete Sprar consentirebbe al Comune di non accettare numeri maggiori di quelli previsti dal Piano di riparto del Ministero e di evitare le concentrazioni che tanto allarme stanno causando in città; va detto, però, la Prefettura ha comunicato che la quota per Taranto pare sia stata elevata a 3,5 migranti ogni 1000 abitanti e ha trasferito migranti nei Cas di alcuni Comuni benché fosse attivo uno Sprar, scatenando non poche proteste: auspichiamo, pertanto, una maggiore interlocuzione e collaborazione. Inoltre, non ci sono in campo progetti volti a promuovere l’integrazione delle persone migranti ospitate sul nostro territorio con i cittadini, integrazione demandata alla buona volontà di associazioni e movimenti.
Crediamo perciò che la prossima amministrazione comunale debba:
· esercitare tutte le sue prerogative perché all’interno dell’hotspot vengano rispettati i diritti umani e tutte le convenzioni internazionali a tutela delle persone migranti.
· aderire senza più alcun indugio al progetto Sprar al fine di garantire la miglior organizzazione del processo di accoglienza ‘diffusa’ nel rispetto della dignità delle persone migranti e dei diritti dei cittadini e delle cittadine residenti al fine di disinnescare gli spiacevoli episodi di intolleranza dettati dal timore della concentrazione di grandi numeri.
· mettere in campo progetti volti a promuovere le buone prassi in materia di accoglienza e integrazione.
· creare spazi di incontro e progetti al fine di promuovere la piena integrazione tra cittadini stranieri e autoctoni e il pieno esercizio del diritto di cittadinanza di entrambi attraverso la costituzione di un network provinciale e partenariati tra enti, associazioni ed organizzazioni operanti nel settore dell’immigrazione.
Pensiamo, ad esempio:
· a uno sportello per l’integrazione socio-sanitaria e culturale delle persone migranti al fine di fornire informazioni, orientamento e sostegno attraverso attività di segretariato sociale.
· a laboratori interculturali: cinema ed intercultura; feste interetniche; salotto interculturale al femminile; incontri per l’acquisizione di lingue straniere da parte dei cittadini italiani.
Questo e molto altro potrebbe essere messo in campo se, finalmente, si smetterà di usare un approccio emergenziale per un fenomeno che è, e sarà, sistemico per molto tempo. L’integrazione ben attuata è un’opportunità di crescita per tutti; disinnescare la paura di ciò che non si conosce mediante interventi socio culturali è un dovere civico.
Alla politica spetta il compito di mediare tra le diverse esigenze e di fornire risposte che vadano oltre la demagogia e il populismo. Nel caso di Taranto vanno ascoltate e messe a sistema le belle realtà che pure vi operano, costruendo una rete di collaborazione in grado di utilizzare tutte le opportunità a disposizione.

Officina delle idee
Taranto accogliente, solidale
Campo Progressista

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...