Onco-ematologia pediatrica: a Bari la ricerca e l’alta specializzazione, a Taranto una succursale. Il commento di Stefania Baldassari.

Siamo una città martoriata, la più martoriata e ammorbata di tutte le città pugliesi, eppure il nuovo reparto di onco-ematologia pediatrica che da settembre avvierà i trapianti di midollo osseo per i bambini viene inaugurato a Bari. So già che qualcuno si sta affrettando a dire che nel capoluogo di regione esiste già il Policlinico e lì si doveva operare anche in base al Piano Sanitario Nazionale. Io dico, però, che se un governo è in grado di firmare dieci decreti per cambiare il diritto, le norme, e il destino di una città può cambiare anche i piani per curare più adeguatamente i bambini lì dove si ammalano di più.
Stefania Baldassari, candidato sindaco della coalizione Insieme per Cambiare, prende posizione rispetto al rinnovato reparto di oncologia e ematologia di Bari, inaugurato due giorni fa dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
Da cittadina pugliese so che quel centro assolverà ad importanti funzioni nella fase acuta della malattia e non posso che esser felice di questo rinnovato impegno nei confronti della sanità pubblica – continua la Baldassari – Un gesto finalmente in controtendenza dopo lo spezzatino che si è fatto della sanità pugliese o di quella tarantina in particolare, senza pronto soccorso, con ospedali chiusi e reparti ancora da terzo mondo. Ma non eravamo noi di Taranto l’emergenza epidemiologica. Non eravamo noi e i nostri bambini gli ispiratori del sit-in proposto dal presidente Emiliano sotto la Presidenza del consiglio rea appunto di non aver rispettato i bambini della città? Per quale ragione attraverso una meritoria e encomiabile operazione di raccolta fondi siamo riusciti solo ad avere uno “spoke”, si dice così parlando in realtà di una piccola succursale, e non il luogo in cui si dovrà fare alta specializzazione o ricerca? Eppure ce lo meriteremmo, eccome. Se lo meriterebbe la città dei viaggi della speranza. Se lo meriterebbero i medici e gli infermieri e il personale di servizio della nostra sanità pubblica che a volte con un contratto precario tra le mani, e il fiume in piena di richieste d’aiuto risponde all’emergenza con dedizione e grande sforzo con 2mila operatori sanitari in meno in pianta organica. A Taranto c’è una storia di esperienza sul campo nel settore dell’ematologia che è di grande spessore, con il dott. Mazza e tutto il suo reparto, perché non si è tenuto conto anche di questo?
Ancora una volta alla logica, all’opportunità, alle degne domande sull’emergenza tarantina, si preferisce rispondere con la classica delle polpette in bocca – continua la Baldassari – tutti zitti per non destare le ire del capo dispensatore di poltrone, indulgenze, incarichi e promesse. Come quelle che a Taranto si sono fatte in questi anni dopo aver letto il rapporto Sentieri, dopo le indagini della Todisco, su come e quanto morivamo a queste latitudini, le donne, gli uomini e i bambini di questa città. Io sono libera e dico che è arrivato il momento di pretendere per Taranto giustizia e che quella giustizia va declinata in cose tangibili, non in letterine o passerelle mediatiche. Serve un Sindaco che sveli le farse e le prese in giro. Sono libera e coraggiosa abbastanza per tutto questo!

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