Gli Oblati lasciano, dopo quasi 50 anni, il quartiere Paolo VI.

Di GABRIELLA RESSA

Dopo 49 anni gli Oblati di Maria Immacolata lasciano il quartiere Paolo VI per altra destinazione.
Istituto religioso maschile di diritto pontificio, la congregazione clericale fu fondata nel 1916 da Eugene de Mazenod, gli Oblati, che propongono la sigla O.M.I. si dedicano alla predicazione delle missioni nelle parrocchie di periferia, alle missioni ad gentes, alla direzione di seminari e all’educazione della gioventù.
La loro presenza è legata alla storia del quartiere Paol VI sin dalla sua fondazione, perché negli anni 60 l’allora arcivescovo mons. Guglielmo Motolese chiese loro di aprire una comunità e farla nascere con l’idea di creare legami attraverso l’attività pastorale tra persone che provenivano da estrazioni diverse e che si ritrovavano insieme nel quartiere per motivi lavorativi. Bisognava ricucire il tessuto sociale ed il tessuto spirituale. Questo è ciò che è stato fatto per tutti questi decenni. Questo è ciò che è stato fatto con un’attenzione particolare verso le povertà, e non poteva essere diversamente. Gli Oblati sono missionari dei poveri, e alle povertà sono legati, intendendo come povertà non solo la povertà materiale, nei primi tempi c’era una grande collaborazione con suor Piercelestina e la comunità delle Sorelle della Misericordia, che era l’angelo del quartiere, ma anche la povertà dei giovani, quella culturale, di situazioni in cui venivano meno gli affetti. “C’era chi era stato espiantato dalla propria terra – ci racconta padre Saverio Zampa –  per venire a vivere qui . Di colpo, solo in un nuovo territorio che si stava realizzando, ancora privo di tutte quella attività commerciali e di quelle strutture che rendono la vita di un quartiere “a misura d’uomo”.

padre Saverio Zampa
Oggi il territorio risente ancora di queste difficoltà?
“Per un verso si, per un altro no. Grande è stata la crescita della scuola nel quartiere, come delle quattro parrocchie che operano insieme”.
La prima immagine che serberete nel vostro cuore trasferendovi in un altro territorio quale sarà?
“Quella della gente che non ci ha mai lasciato soli, abbiamo sperimentato lo spirito di comunità e poi la loro genuinità, dicendo subito quello che pensa”.
Padre Saverio, che dipende dal suo Superiore Provinciale, che guida tutto il territorio italiano, si sposterà al Seminario Poggio Galeso perché per motivi famigliari ha chiesto di rimanere a Taranto. E’ stato accolto dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro, che, in via eccezionale, gli affiderà un compito.
A tutti gli Oblati buon cammino e grazie per tutto ciò che avete fatto per il quartiere!!!!!!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...