“Sei di Taranto? Ma…di Taranto Taranto?” successo di Massimo Cimaglia allo Yachting club

cimaglia

Di Gabriella Ressa

Massimo Cimaglia, attore molto noto di origini tarantine che vive a Roma da trent’anni circa e che mantiene in modo molto viscerale il rapporto con Taranto, ha interpretato, nella stagione 2017 dello Yachting Club e della BCC San MarzanoL’Angolo della Conversazione” lo spettacolo “Sei di Taranto? Ma….di Taranto Taranto?”con una serata dedicata alla Città di Taranto e ai suoi abitanti, protagonisti di un monologo in cui l’interpretazione teatrale diventa occasione di riscoperta di un territorio attraverso l’ironia e la riflessione. Il monologo, scritto e interpretato da Cimaglia, con musiche di Fabio Lombardi ed il brano Terra Mia che conclude lo spettacolo a cura di Domingo Stasi, ha raccontato una Taranto verace, vivace, colorita, ritratto veritiero ed ironico di un appassionato Cimaglia, che attraverso il suo racconto fa riscoprire al pubblico (anche allo Yachting numerosissimo) il legame con la terra, amata, e le sue origini, a volte amare da digerire.
La Taranto della bellezza, dei due mari, dell’arte. Una serie riuscitissima di modi di dire, di aneddoti, di storie che appartengono all’adolescenza e alla giovinezza di Cimaglia ma che rappresentano tutti i tarantini; un monologo comico che entra nel cuore anche di chi non è di Taranto, visto che il monologo è stato rappresentato con successo, per esempio, a Roma e a Bologna. Un atto d’amore, una storia raccontata con partecipazione e intelligenza sottile.
“Sei di Taranto? Ma… di Taranto Taranto?” è la domanda che ogni tarantino fuori sede si è sentito fare, ed è successo molto spesso anche a Massimo Cimaglia che si definisce “in tournée da 33 anni”. Cimaglia ha attraversato nel tempo umoristicamente Taranto, i suoi abitanti e il suo dialetto, giocando su virtù, bellezze, difetti e contraddizioni. Così alle battute su Taranto e i tarantini (efficacissima la parte dei modi di dire, con risate del pubblico a gogò), Cimaglia alterna la lettura di poesie e brani di autori tarantini o che hanno vissuto a Taranto, o che sono stati legati a Taranto, partendo dall’antichità e terminando con tre bellissime poesie di Alda Merini, poetessa del 900, e di Maria Grazia Serra e Josè Minervini, contemporanee. E i lunghi studi da attore, la presenza scenica, la dizione curata, l’interpretazione drammatica quasi innata vengono fuori. Il risultato è un atto d’amore per la città, l’affermazione del senso di appartenenza, l’ironia per un modo di essere che potrebbe essere cambiato ma che è stratificato, in realtà, nel dna dei tarantini. E, problemi di dizione a parte, scopriamo che questi modi di dire e di fare (più di dire però) in realtà fanno parte di noi. Del nostro essere di Taranto, ma….. di Taranto Taranto.

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