Le discariche danneggiano il nostro territorio. S.E.R. mons. Filippo Santoro condivide le preoccupazioni dei cittadini

In questi giorni molti di noi sono in ferie, altri si apprestano ad andare in vacanza tra qualche giorno. Per tutti il periodo di riposo, dopo un anno di fatiche, coincide con il trascorrere qualche giorno o anche semplicemente qualche ora all’aria aperta, riprendendo contatto con la natura dal momento che, come ci ricorda papa Francesco «il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora» (Ls 2).
In questi giorni, però, apprendiamo anche della mobilitazione di amministratori locali ed associazioni di cittadini, giustamente preoccupati per progetti di insediamento nei rispettivi territori di impianti, fortemente impattanti dal punto di vista ambientale. Spesso, si tratta di strutture dichiarate necessarie per la gestione, da parte di privati, di servizi pubblici essenziali o delle emergenze, in molti casi legate al ciclo dei rifiuti. E così, di emergenza in emergenza, la condizione dei territori si deteriora sempre di più e si compromette la salute dei cittadini.
Anche la nostra diocesi non è estranea a queste vicende. Le istanze provenienti dalle comunità di Statte, Lizzano, Fragagnano lo testimoniano. C’è poi il caso che riguarda Grottaglie e San Marzano di San Giuseppe, territori interessati da un progetto che prevede l’innalzamento di una discarica per rifiuti speciali e ora anche solidi urbani, in località Torre Caprarica. In tanti manifestano una motivata preoccupazione sopratutto in relazione alla tutela della salute e dell’ambiente, ma anche a proposito del mancato rispetto della conservazione del patrimonio storico, artistico e religioso. Questa discarica, allo stato attuale in fase di riempimento, si trova, infatti, in prossimità del Santuario Madonna delle Grazie, da secoli centro di spiritualità e luogo di culto particolarmente significativo della religiosità popolare. Un bene che molti cittadini vedono ora ancor più minacciato dai nuovi progetti che comprometterebbero la salubrità e l’attrattività del luogo anche a causa degli inevitabili disagi olfattivi legati alla sua attività.
La cronaca ci racconta che spesso, sull’onda delle emergenze, si inseriscono interessi che guardano solo al profitto, senza valutare il prezzo che le persone ed i territori in cui vivono sono costretti a pagare nel breve, medio e lungo periodo. Condividiamo le preoccupazioni di quanti si mobilitano per salvaguardare la qualità della vita, il bene prezioso della nostra terra e la salubrità dell’aria che respiriamo. Ai decisori politici e tecnici, sui quali grava l’inderogabile responsabilità di tutelare in primo luogo la salute dei cittadini, chiedo pertanto di esercitare il massimo discernimento, per evitare di compromettere ulteriormente una situazione già di per sé preoccupante.
+ Mons. Filippo SANTORO
Arcivescovo di Taranto

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