Il treno, da laboratorio teatrale a spettacolo. Esperimento ben riuscito

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di GABRIELLA RESSA

Sono stata ad uno spettacolo teatrale particolare, dal titolo IL TRENO, che mi è molto piaciuto. Particolare per tre motivi. Il primo: è il prodotto coraggioso di un gruppo di persone che hanno scritto ed interpretato un loro monologo. Il secondo: lo spettacolo nasce come laboratorio teatrale ed è diventato in corso d’opera teatro civile e di narrazione. Il terzo: tutti i proventi sono destinati alle attività dell’associazione “Alzheimer più” per sostenere le attività varie.

IL TRENO è stato un lungo laboratorio teatrale, organizzato da Mama Dunia – Centro di Sperimentazione Teatrale in collaborazione con Falanthra onlus, che ha portato, lungo la strada, a deviare dalla organizzazione del classico saggio di fine laboratorio. Questi incontri, nei quali persone di competenze diversificate mettevano alla prova la loro capacità di gestirsi in pubblico e davanti ad un pubblico, sono diventati uno spettacolo vero e proprio, portato in scena nel centro olistico Nanì di San Vito, Taranto.
Ad interpretarlo Cesare Natale, Irma Albano, Dora Guido, Rosa Carrassi, Silvana Tarantini, Franco Martellotta, Daniela Lelli. Le musiche sono curate da Alessia Amati. Luci e audio Marika Piccinni. Regia di Antonio Fanelli.

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Un gruppo composito, formato da tre scrittori, una pittrice, una attrice e due persone che hanno voluto sperimentare il valore terapeutico del teatro. Così ogni settimana, per mesi, i partecipanti al laboratorio hanno imparato i rudimenti della recitazione e della presenza scenica; inoltre si sono cimentati come autori acquisendo anche i rudimenti della tecnica di scrittura teatrale, che si differenzia molto dalle altre tecniche di scrittura, dovendo necessariamente essere poco prolissa, diretta e di immediata comprensione da parte del pubblico. “Il laboratorio teatrale – afferma Silvana Tarantini, socia fondatrice dell’associazione Falanthra, al suo debutto come attrice- è un’esperienza fantastica, perché stimola il consoscersi, l’espressione e la gestione della propria emotività. Anche la fisicità è importante, capire il proprio corpo e il proprio spazio nel tempo. In questi mesi abbiamo imparato tutto ciò.”

L’obiettivo della serata era raccogliere fondi per “Alzheimer Più”, costola dell’associazione “ Falanthra” che si occupa specificatamente di malati di Alzheimer e dei loro caregiver… . “Alzheimer più – racconta Daniela Lelli – prende spunto dai Caffè Alzheimer, e cerca di sostenere i malati di Alzheimer ed i parenti attraverso laboratori occupazionali, musicoterapia, attività varie di socializzazione. Persino con i viaggi, nei quali, abbiamo scoperto, stanno benissimo, tanto che, dopo una bellissima esperienza realizzata nel mese di giugno, ne stiamo organizzando un altro che si terrà nel mese di settembre”.
”Alzheimer più “cerca di colmare quel buco assistenziale che va dalla diagnosi all’aggravamento della malattia… quello spazio in cui si può ancora fare molto… ma soprattutto dare dignità ad un percorso di vita, che nella situazione attuale, porta ad un inevitabile isolamento sociale. E’ un progetto portato avanti da volontari ed esplica la sua attività nella chiesa di S.Massimiliano Kolbe a PaoloVI, ed è seguito da volontari professionisti e non.

locandina il treno

Il treno, mezzo di trasporto, anonimo e significativo al tempo stesso, perché metafora del viaggio, è divenuto il luogo nel quale i protagonisti sono diventati loro stessi personaggi della rappresentazione.
Un treno come tanti, col suo carico di storie e di umanità si ferma per un guasto in aperta campagna. La sosta diventa occasione di bilancio della propria vita o di un episodio della propria vita da parte dei sette passeggeri che ripensano ad alta voce a situazioni della loro vita.

Una bella sorpresa il centro NANI’ che ha ospitato la rappresentazione grazie alle sue due responsabili, Luciana e Grazia. L’olismo comprende una visione completa di ciò che è l’ampio spettro della persona, che mette insieme nell’unione totale corpo, anima e mente.

Al termine dello spettacolo, applausi per gli interpreti, che, con coraggio, hanno affrontato e brillantemente superato un pubblico numeroso. Uomini e donne che hanno migliorato la propria capacità di porsi in relazione con l’altro, di affrontare un pubblico, di parlare in pubblico.

 

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