MarTa by night. Venerdì 28 luglio visite tematiche e conferenze

“MArTA by Night” 28 luglio dalle ore 20,00 alle ore 23,00
Ore 20,00 – 21,00 – 22,00 visite tematiche guidate sul tema “Amori illustri … dei, semidei e uomini“.

Ore 21,30 conferenza “Ovidio tra grecità e latinità nell’anniversario del bimillenario della sua morte” a cura di Pierfranco Bruni, responsabile nazionale del progetto etnie, letterature e minoranze linguistiche del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
EVA Degli Innocenti.jpg 2PIERFRANCO Bruni

Riceviamo e pubblichiamo
Ovidio al Museo di Taranto. Una lettura suggestiva nel Bimellenario del poeta Latino. La presentazione si terrà domani, venerdì 28 luglio 2017, all’interno di MarTa by night, l’interessante iniziativa  che raccoglie sempre più consensi. A relazionare Pierfranco Bruni,  responsabile nazionale del progetto etnie, letterature e minoranze linguistiche del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che parlerà di ” Ovidio tra grecità e latinità nell’anniversario del bimillenario della sua morte“. L’incontro si terrà alle ore 21.30.

Si accede con acquisto del biglietto di ingresso al Museo

copertina interna 3.JPG BRUNI

La Grecia e il mondo latino sono un incontro non solo metafisico e letterario, ma anche geografico e storico. Ovidio ha raccontato Roma raccontando la Grecia. A cominciare dai suoi “Amores”. Ci sono percorsi importanti in cui la grecità diventa nostos. Si pensi ad uno dei suoi ultimi testi scritto in esilio in Romania, “Tristia”. Quella tristezza ovidiana è il nostos che si aggrappa all’anima“. Così Pierfranco Bruni nel presentare la serata.  Ovidio (Sulmona, 20 marzo 43 a.C. – Tomi, 17/18 d. C.) ha rappresentato, nella complessità della sua opera, un intreccio tra metafisica della parola e filosofia stessa della parola. “Metafisica” e “filosofia” potrebbero, quindi, costituire le chiavi di lettura per comprendere il suo rapporto con i linguaggi.

Il tempo misura sempre gli anni e gli anni si fanno memoria sia negli uomini che nella letteratura, perché la letteratura decifra le esperienze degli uomini, e qiuindi  porta dentro di sè il linguaggio dei modelli, che sono per lo più modelli esistenziali, il cui corpus costituisce un intreccio tra il quotidiano (ciò che noi vorremmo fosse il quotidiano) e quello che dietro il quotidiano si nasconde come dimensione.

Ovidio simboleggia un vocabolario della poesia d’amore, ma nello stesso tempo, rappresenta un’enciclopedia di quei miti, di quei simboli, di quella stessa ritualità e gestualità che troveremo intatta in Dante Alighieri. Ma il Dante nazionale è il poeta che si tuffa tra le “Metamorfosi”, soprattutto nei Canti dell’”Inferno”.
La vera originalità di Ovidio, comunque, restano “Lettere di Eroine”, nelle quali la classicità diventa modernità e Ulisse, Achille, Enea, intrecciati a Saffo assistono ad una interazione tra Grecia e Troia. Sì, perché le lettere tra Paride ed Elena e viceversa vanno oltre gli amori e la poesia stessa perché rivelano le interazioni storiche e metafisiche tra la Grecia, l’Asia e Roma.

Ovidio tutto questo lo aveva ben capito. Un testo di straordinaria importanza che lega tre civiltà: Greca, Latina e Asiatica, ovvero Ulisse e Penelope con Achille ed Elena. Ettore, Paride Enea e l’antica Turchia. Roma e la civiltà Occidentale con Augusto e Tiberio e i poeti latini da Catullo ad Orazio. Da Ovidio in poi la poesia entrerà in un modello simbolico sperimentale.

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