“La salute ritrovata, movimento, musica, incontro, fitwalking e sana alimentazione” Il progetto della ASL di Taranto

locandinalonoce

Lo scorso 26 luglio si è tenuto, presso il Presidio Ospedaliero “Occidentale” di Castellaneta, un incontro a conclusione del percorso di cura, avviato con il Progetto di intervento riabilitativo integrato “La salute ritrovata, movimento, musica, incontro, fitwalking, sana alimentazione”.
Il progetto, nell’ottica dell’integrazione Ospedale-Territorio, è stato autorizzato dalla direzione della Asl di Taranto ed è stato promosso dal Dipartimento di Oncoematologia e dalla Struttura Semplice Dipartimentale di Psicologia Clinica Ospedaliera in collaborazione con la Direzione Medica di Presidio, la Struttura di Cardiologia e i Distretti Socio-Sanitari di Massafra e Ginosa.
Il percorso, sotto la direzione scientifica della dr.ssa Domenica Caforio, ha visto protagoniste 15 donne (di età compresa tra i 22 e i 60 anni) affette da neoplasia (tumore al seno, ovarico, mesotelioma peritoneale e sarcoma) in trattamento attivo con chemioterapia, radioterapia ed ormonoterapia presso l’Ospedale di Castellaneta.
Il momento delle terapie oncologiche è una delle fasi più critiche della malattia per il sopraggiungere di cambiamenti fisici reversibili ed irreversibili dovuti alla malattia stessa e alle terapie. E’ proprio in questo momento che la persona prende consapevolezza di questa dura realtà poiché affiorano emozioni negative non sempre sopportabili: rabbia, spavento, tristezza, afflizione, paura, angoscia, senso di abbandono e solitudine.
Attraverso una integrazione di varie discipline (con la presenza di un psicologo, un cardiologo, un oncologo, un istruttore di fitwalking, un fisioterapista e un dietista), il percorso si è articolato su incontri psicoeducazionali di gruppo, terapie oncologiche ed effetti collaterali, aspetti psicologici della nutrizione e del movimento corporeo. educazione alla sana alimentazione, incontri di gruppo di psicoterapia espressivo-supportiva e biodanza, fitwalking svolto nelle gravine della murgia jonica e incontri di t-group con gli operatori.
Porre il paziente nelle condizioni di poter esprimere e condividere i propri vissuti emotivi, in un contesto di cura attento, accogliente, comprensivo e protettivo, riduce l’intensità della loro negatività, potenziando le emozioni positive, che sono alla base di risposte adattive alla malattia ed ai trattamenti.
In questa prospettiva il progetto si è posto come momento educativo e riabilitativo della “salute ritrovata”, nella convinzione che la salute e la malattia sono condizioni dinamiche e non contrapposte. La malattia oncologica si trasforma in “rinascita”, occasione per le pazienti di diventare protagoniste attive della cura, salute fisica e psicologica e della propria esistenza.
Dopo le perplessità iniziali, di fronte ad attività inedite, l’imbarazzo e la tensione delle partecipanti al progetto hanno lasciato posto allo stupore, alla scoperta del proprio corpo, a nuove sensazioni ed emozioni piacevoli, sgorgano pianti liberatori, la ricerca di un contatto affettivo, la voglia di tornare a vivere con pienezza.
Si sono intravisti sorrisi, lacrime, occhi luminosi, apertura, fiducia, cambiamenti, già dopo i primi incontri e venivano percepiti benefici: minore ansia, depressione, tensione e stress. Le pazienti andavano via dagli incontri rinnovate, contente, serene e più positive.

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