ALDO MORO. La mostra storico-documentaria sul centenario della nascita a ROMA dal 18 al 25 settembre 2017

Moro mostra Roma

La Galleria Sordi di Roma, in Piazza Colonna, ospiterà dal 18 al 25 settembre 2017 la mostra storico-documentaria “Taranto città a me cara….”, ultima di una serie di eventi realizzati dal Comitato per le celebrazioni in Taranto del centenario della nascita di Aldo Moro.
La mostra mette in luce gli anni trascorsi dal 1923 al 1934 a Taranto, con particolare attenzione al periodo della giovinezza e della formazione. Un rapporto profondo, quello tra Moro e la città di Taranto, dal grande uomo politico mai dimenticata. Essa sarà visitabile dalle ore 8.30 alle ore 21.00.
Divisa in sette sezioni, comprende complessivamente 32 pannelli, e racconta anche le visite istituzionali dello statista tra il 1964 e il 1967.
L’obiettivo è quello di mettere in evidenza i momenti significativi della permanenza di Aldo Moro a Taranto. Undici anni dei quali non si sapeva molto. E proprio su questo ha lavorato il Comitato per le celebrazioni del centenario, realizzando un approfondito lavoro di ricerca che ha rivelato un ragazzo molto giovane ma con un grande spessore morale. Importanti furono le influenze del liceo classico e del circolo della Fuci che frequentò presso il convento di San Pasquale.
La mostra costituisce il traguardo del lavoro certosino del Comitato; essa sarà allocata nella prestigiosa Galleria Sordi, punto centrale della città.
“Taranto è città a me cara, che porto sempre nel cuore e nella quale ho trascorso gli anni più costruttivi ed importanti per la mia formazione”. Questo l’incipit che Aldo Moro, Presidente del Consiglio, fece nell’inaugurare il 19 novembre del 1964 lo stabilimento Italsider.
Sono stati consultati alcuni archivi locali e contattati archivi privati e nazionali; hanno collaborato a livello nazionale l’Archivio Flamigni di Rom,a che possiede un Fondo archivistico e fotografico di Aldo Moro e l’Archivio dell’Istituto Luce.

Moro Invito catalogo Roma
Ma l’impegno del gruppo tarantino è andato oltre, perché il Comitato ha prodotto un catalogo della mostra che sarà presentato mercoledì 20 settembre all’Istituto Luigi Sturzo, in Via Delle Cappelle, 35, alle ore 17.00.
Interverranno il prof. Nicola Antonetti – presidente dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma, il prof. Vittorio De Marco – ordinario di storia contemporanea presso l’Università del Salento, la dott.ssa Lucia D’Ippolito – direttrice dell’Archivio di Stato di Taranto ed il dott. Michele Di Sivo, funzionario della Direzione Generale per gli Archivi.
Concluderà la presentazione il sen Franco Marini, Presidente del comitato storico scientifico per gli anniversari di interesse nazionale.
Nel corso della serata l’attore Massimo Cimaglia proporrà brani scelti dal reading teatrale di Salvatore Tomai: “Aldo Moro: da Taranto aRoma. Una vita per la democrazia compiuta”.
ma soprattutto il suo spessore morale, il suo senso di giustizia, la sua grande fede.
La mostra
La prima sezione è dedicata alla Città tra anni ’20 e anni ’30, nel periodo in cui la famiglia Moro visse a Taranto; i pannelli illustrano i momenti sociali politici ed economici più significativi di quel ventennio caratterizzato dal regime fascista.
Nella seconda sezione si offre un breve profilo della famiglia di Aldo Moro: il padre Renato, regio ispettore scolastico che approda a Taranto nel 1923 dopo essere stato in carica ad Altamura, Maglie e Potenza; il fratello pediatra del padre Lucio, che già viveva a Taranto dai primi anni del Novecento, la moglie Maria Fida Stinchi, di origine calabrese e gli altri fratelli di Aldo.
La terza sezione ha messo a fuoco la formazione scolastica di Aldo con un accenno alle scuole elementari e con una maggiore attenzione alla formazione umanistica nell’ambito del Liceo-Ginnasio “Archita” che frequentò dal 1926 al 1934 con ottimo profitto.
La quarta sezione è stata riservata alla formazione spirituale: Aldo Moro col fratello Alberto dal 1927 frequentò il circolo giovanile “San Francesco d’Assisi”, ospitato nel convento di S. Pasquale dei frati minori; qui visse anche l’esperienza dei “gruppi del Vangelo” e i noti “fatti del ‘31” che videro lo scioglimento temporaneo dei circoli giovanili cattolici in tutta la nazione da parte del regime fascista.
Nella quinta sezione si sono voluti ricordare almeno tre amici tarantini che mantennero nel tempo rapporti di amicizia ed epistolari con Aldo Moro: il futuro giornalista Giannino Acquaviva, a quel tempo giovanissimo aspirante del circolo “san Francesco d’Assisi”, il compagno di scuola e di “banco” nel Liceo-Ginnasio “Archita” poi avvocato Mario Bruno Fornaciari e l’avvocato e futuro presidente della provincia di Taranto Nicola Lazzaro suo commilitone durante il servizio militare.
La sesta sezione riporta alcuni contatti che Aldo Moro ebbe tra la fine degli anni ’30 e i primi anni ’60 con gli arcivescovi Ferdinando Bernardi e il successore Guglielmo Motolese e con don Giovanni Caroli assistente ecclesiastico della Fuci.
L’ultima sezione, la settima, dopo aver presentato un panorama della città di Taranto che si appresta a vivere la sua “rivoluzione industriale” con l’avvento del IV Centro Siderurgico, l’impianto Shell ed altre industrie di contorno, mette a fuoco tre importanti visite istituzionali di Moro a Taranto nel novembre 1964 e nel maggio e ottobre 1967.

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