Domenica 1 ottobre celebrata anche a Taranto la XIV Giornata Nazionale degli Amici dei Musei

Amici dei musei

di SILVANA GIULIANO

Domenica 1 ottobre è stata celebrata in tutta Italia la XIV Giornata della Federazione Nazionale delle associazioni degli Amici dei Musei, iniziativa promossa ogni anno dalla Fidam. La FIDAM raccoglie, al 2017, le centodieci associazioni di volontariato culturale federate in Italia. L’attività della Federazione è quella di coordinare e rappresentare a livello nazionale ed internazionale le associazioni federate – totalmente autonome – e si traduce annualmente nell’organizzazione di un convegno nazionale, di una Giornata nazionale degli Amici dei Musei (la prima domenica di ottobre). Tema di quest’anno: “Un Museo, una Città”. L’Associazione tarantina, presieduta da Anna Paola Petrone Albanese, ha organizzato, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e con il Museo archeologico nazionale, una visita al parco archeologico di Collepasso, un sito ancora poco conosciuto, eppure alle porte della città in via Mario Rondinelli. L’area di Collepasso, situata ad ovest dell’omonima masseria, corrisponde al settore nord – orientale del centro antico, sorge su terreno demaniale, contiguo a quello dove sorge la S.V.T.A.M. (Scuola volontari di truppa aeronautica militare). Hanno fatto da guida al sito la dott.ssa Dell’Aglio e le archeologhe Armanda Zingariello e Laura Masiello. “Abbiamo completato i lavori – ha dichiarato la Dell’Aglio – pochi mesi fa, da luglio poi la Soprintendenza sta cercando di garantire almeno un’apertura settimanale. All’interno del parco sono presenti resti importantissimi, la necropoli di V e IV secolo a.C., le aree produttive e soprattutto i resti delle mura di Taras, che documentano quanto la città fosse importante perché è una struttura poderosa con i resti di iscrizioni sui blocchi di carparo”.

Tombe

Sulle fosse delle tombe vi sono poi dei piccoli tagli e delle canalizzazioni utilizzate per convogliare l’acqua da un punto all’altro dell’attuale parco. La zona fu poi abbandonata come necropoli e utilizzata per scopi agricoli, infatti le fossette molto regolari, erano tipiche della coltivazione della vite. Ciò accadde alla fine del IV secolo a.C quando il rito inumatorio, con l’arrivo dei mercenari e con la conquista romana, fu sostituito progressivamente da quello incineratorio.
Oltre all’itinerario di visita a carattere archeologico, il cui percorso si effettua su una comoda passerella in legno e a itinerari liberi per attività sportive, nel parco sono state allestite aree per spettacoli, dedicate ai giochi per bambini, un giardino delle erbe aromatiche e un area per attività didattiche legate al settore dell’archeologia”.

Cavallo

I materiali, tranne le epigrafi latine trovate da Luigi Viola esposte al MarTa, nella sezione della necropoli romana, sono custoditi nei depositi del museo. Nella ricostruzione della topografia di Taranto antica, pubblicata nelle “Notizie degli scavi di antichità” del 1881, l’archeologo Luigi Viola ricorda più volte il sito di “Collepazzo” sia in relazione alla ricostruzione del circuito murario della polis coloniale sia per il rinvenimento di materiale epigrafico. Il Parco è aperto periodicamente per le visite e sarà visitabile sabato 7 ottobre dalle 17 alle 23, con visite guidate.

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