A Taranto Richard O’Barry, l’uomo che parlava ai delfini

tavolo bene

di MARIA SILVESTRINI
“Quando infine arrivi in alto mare a bordo del catamarano, e vedi i delfini che ti vengono incontro, ti circondano in uno spumeggiare di onde, in una festa di gioia e di vita che non ti aspetti, capisci che tutto il lavoro, l’attenzione e l’attesa premiano il sogno di chi in questi dolcissimi animali ha creduto”. Le parole della professoressa Maria Carmela Mancini, del Quinto Ennio Ferraris, chiudono con passione la lunga conferenza stampa di presentazione che Carmelo Fanizza, responsabile della Jonian Delphin Conservation, ha voluto per presentare la settimana di ricerca e promozione che vedrà a Taranto Richard O’Barry, l’uomo che parlava ai delfini.
Ric O'Barry

“La presenza a Taranto di Rick segna un punto di forza per la nostra associazione e per la città. Un riconoscimento al lungo lavoro di ricerca che siamo riusciti a fare insieme al Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari a partire dal 2009. Competenza, organizzazione e professionalità di altissimo livello che ci hanno consentito di strutturare un’intensa attività di monitoraggio al servizio della cetofauna del Golfo di Taranto. Oggi la diversità biologica del nostro mare ha superato i ristretti ambiti regionali e ci conoscono a livello internazionale. Per questo Richard O’Barry, noto al grande pubblico per aver ricevuto un Oscar con il suo documentario sui delfini “The Cove”, ma meno noto per i suoi lavori scientifici, viene a Taranto per studiare e monitorare la presenza dei delfini nel Golfo di Taranto. A bordo dei nostri catamarani seguirà le modalità del nostro lavoro, potrà darci indicazioni. Non solo una bella esperienza ma le basi di un ulteriore sviluppo scientifico”. Carmelo Fanizza con il suo gruppo, da oltre vent’anni si spende per fare del mare di Taranto una risorsa green, la sua conoscenza ed il suo entusiasmo hanno premiato il sogno di un’impresa turistica e culturale insieme. Un binomio, come ha sottolineato il preside dell’Aristosseno, Marzo, che ha consentito alla Jonian Dolphin di stare sul mercato, produrre utili sufficienti a finanziare progetti scientifici, fare diffusione attraverso il coinvolgimento delle scuole.
L’aspetto strettamente scientifico del progetto è stato spiegato dal prof. Roberto Carlucci del Dipartimento di Biologia UNIBA. Creare ‘un santuario’, un’area elettiva in cui specie di particolare interesse per la fauna marina si riproducono e possono essere studiate, un laboratorio a cielo aperto che si è venuto a creare per particolari condizioni oceanografiche nel Golfo di Taranto che si estende fino alle coste della Basilicata e della Calabria. In questi anni sono state predisposte nuove linee di ricerca emergenti ed attuali anche in collaborazione con altre Istituzioni nazionali ed Internazionali che auspicabilmente contribuiranno a condensare una massa critica di studi ed un network di interesse focalizzato sulla necessità di conservare questa importante componente della diversità biologica Mediterranea.
Il programma prevede due momenti pubblici con la presenza di Rick O’Barry, il 18 ottobre alle ore 17 presso il cinema Orfeo per la Presentazione di ‘The Cove’ e a seguire la tavola rotonda su “Golfo di Taranto e santuario dei cetacei”, e lunedì 23 ottobre a Bari presso il cinema Royal che vedrà la partecipazione degli attivisti Green Rope. Alla Tavola rotonda presenze di rilievo, fra gli altri l’ammiraglio Serra, al comando del Marittimo Sud della MM, il sindaco di Taranto Melucci, il Presidente dell’Autorità Portuale Prete, Barbara Loconsole dirigente della Regione Puglia, Giuseppe Corriero direttore del Dipartimento di Biologia UNIBA, e naturalmente il dott. Carmelo Fanizza. Una settimana intensa per gli operatori della Jonian Dolphin che hanno già acquisito il merito di essere una delle 20 eccellenze scelte per rappresentare la Regione Puglia ad Expo 2015. Un momento propulsivo per affrontare un’altra sfida: recuperare Palazzo Amati. L’antica sede della Facoltà di Maricultura negli anni ’90, grazie ad un progetto finanziato dalla Fondazione Con il Sud, si caratterizzerà per un’area multimediale ad elevata innovazione tecnologica, con scopi divulgativi e didattici. Il progetto si chiama Ketos e vuole offrire un luogo aperto ad attività che favoriscano un processo di osmosi fra il mare e l’isola, una cerniera con il comparto monumentale, storico e culturale della Città Vecchia e con i residenti, affinché gli stessi diventino custodi del luogo.
Se la memoria di Taras a cavallo del delfino non fosse così sbiadita, l’intera città dovrebbe concedere un Oscar alla Jonian Dolphin per aver attualizzato il nostro antichissimo emblema facendone il simbolo di una città capace di rinascere.

Delfini-di-Taranto

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