“Porto il conto dei miei passi” il libro della giovanissima Anna Miceli

Foto Miceli

di SILVANA GIULIANO

“Porto il conto dei miei passi” è il titolo del libro, edito da Aporema, scritto da Anna Miceli, studentessa al terzo anno del corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche presso l’Università degli studi di Bari Aldo Moro. Il testo, in cui l’autrice racconta una triste storia di bullismo, è stato presentato venerdì 13 ottobre, nella Galleria comunale del Castello Aragonese, dalla dott.ssa Annamaria Marra, dalla psicologa Angela Martemucci e da Franco Sebastio, assessore alla cultura, legalità e attuazione del programma.
La protagonista è Beatrice, una quattordicenne vittima di bullismo, che, a causa di questa violenza, finisce per diventare muta. Un romanzo che racconta la sofferenza, ma anche la strada per uscire dal tunnel fatto di dolore e amarezza. Un libro facile da leggere che non trascende mai nella banalità.
“Il testo –  ha evidenziato  AnnaMaria Marra – dovrebbe essere adottato nelle scuole per farne un progetto di lettura rivolto agli alunni, agli insegnanti e alle famiglie”.
“L’idea di scrivere il libro – ha sottolineato l’autrice – è scaturita dopo una lezione all’Università sul tema del bullismo, un argomento di cui non si parla abbastanza. Gli episodi di bullismo avvengono soprattutto nelle scuole, nelle palestre e nei campeggi, luoghi dove i ragazzi si aggregano. Nel romanzo viene affrontato soprattutto il tema del bullismo verbale, troppo spesso sottovalutato rispetto a quello fisico”.
L’Assessore si è complimentato con l’autrice per il lavoro svolto ed ha così commentato:
“Il fenomeno del bullismo nelle scuole c’è sempre stato  lo troviamo già nel libro Cuore con il bullo Franti, ma oggi ha assunto connotazioni pericolose con episodi di violenza di vario genere. Probabilmente è una conseguenza del cambiamento della nostra società, c’è un’evoluzione in positivo, ma ci sono anche gli aspetti negativi; sarebbe fondamentale il ruolo dell’educazione che deve nascere innanzitutto in ambito familiare e poi a scuola. La società, purtroppo, si sta caratterizzando per una tendenza alla prevaricazione e alla violenza”.
Così leggiamo nel libro: dalla sua bocca non escono più parole, nella sua testa sono rimasti solo numeri. Da quando è stata vittima di bullismo, la vita di Beatrice a quattordici anni è solo un arido susseguirsi di cifre, ripetute di continuo nella sua mente, nel tentativo di sfuggire a una realtà che, da qualunque punto l’affronti, le appare ostile. Per proteggerla dal mondo che la circonda, ma soprattutto da se stessa, i genitori decidono di trasferire la famiglia da Genova a un piccolo centro del sud, nella speranza che questo cambio radicale di abitudini possa in qualche modo aiutarla a uscire dal suo mutismo. Qui la ragazzina incontra una simpatica ed esuberante coetanea, Sophie, e un ragazzo un po’ più grande di lei, Mirko, che a poco a poco cominciano a ridare colore alle sue grigie giornate. Basteranno la loro compagnia e il loro affetto a sconfiggere per sempre le sue paure e a far sparire i fantasmi di un passato sempre pronto a riemergere? Ai lettori le considerazioni finali.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...