Creare centri di mediazione, per risolvere le conflittualità che scaturiscono dalla crisi di coppia. Si è concluso il convegno AIMeF

Quarta tappa del viaggio di AIMeF in Puglia a Taranto. Partecipazione, entusiasmo e grande interesse per la mediazione familiare declinata da proposta ad esigenza del territorio da professionisti che hanno fatto sentire la loro voce sulla scorta dei dati quantitativi e qualitativi. È stato un incontro tra testa e cuore, per disegnare lo stato dell’ arte della mediazione familiare in Puglia.

La mediazione familiare: lo stato dell’arte”, questo il convegno realizzato sabato 20 ottobre. I lavori sono stati introdotti dall’avv. Pasqua Lacatena, vice consigliera regionale AIMeF.

Hanno relazionato la dott.ssa Federica Anzini, presidente nazionale AIMeF, che ha sottolineato la necessità che il mediatore offra garanzie di professionalità con il costante aggiornamento e la pratica di Supervisione che viene offerta dall’associazione; l’ avv. Paola Donvito, presidente della Scuola Forense di Taranto, avvocato esperta di diritto di famiglia, che ha evidenziato come la logica del legale in questa materia non deve contribuire ad inasprire la conflittualità  dei protagonisti della crisi della coppia, anche con il supporto del mediatore familiare; la dott.ssa Bombina Santella, presidente del Tribunale per i minorenni di Taranto,  che ha confermato l’ utilità di questo strumento e la necessità che ci siano  più centri pubblici che abbiamo al loro  interno il mediatore familiare e infine la dott.ssa Donatella Vitale che ha portato la sua esperienza di responsabile della progettazione e programmazione dell’ ufficio di piano ambito sociale di Martina Franca e dell’ ufficio di mediazione di Martina Franca.

Il cuore è stato sentito con le parole scritte da Anna Paola Lacatena e lette da Adriano Calzolaro e Claudia Fornaio, mediatori Aimef prestati al teatro. Ma c’era anche la voce del figlio ( interpretata da Virginia Cimmino) il soggetto debole, quello che più di tutti soffre il conflitto dei genitori e del  quale non bisogna mai dimenticarsi.

L’AIMeF  auspica l’ avvio di un confronto e un’ interlocuzione concreta e fattiva con la  Pubblica amministrazione per la creazione dei centri di mediazione, peraltro già previsti dalla normativa regionale vigente . Superare la discrasia tra normato e realizzato è l’ auspicio che ha accomunato relatori e partecipanti a conclusione dei lavori.

Intervista alla Dott.ssa Tiziana Recchia, Consigliera Regionale AIMeF e Coordinatrice del Centro per la famiglia- Servizio di mediazione dell’Ambito BR/1 e all’Avv. Pasqua Lacatena, mediatrice familiare, Componente del Consiglio direttivo AIMeF, Vice- Consigliera per la Puglia AIMeF

Tiziana Recchia

Dott.ssa Recchia, parliamo di mediazione familiare. Quali sono gli ambiti di intervento nei quali vi muovete?

“La mediazione familiare si prefigge di aiutare i “sistemi familiari” in conflitto a riacquistare padronanza delle decisioni da prendere al momento della riorganizzazione della propria vita (ad esempio dopo che si è verificata la dissoluzione coniugale). Il   mediatore familiare sostiene la coppia genitoriale in vista di un programma per l’esercizio condiviso della bigenitorialità e cerca di restituire eguale dignità e corresponsabilità ad entrambi i genitori.

Gli ambito d’intervento possono essere pertanto di tipo sociale e relazionale relativi a ciascuna persona, e gli interventi mediativi possono trovare applicazione oltre che in setting privati, anche in ambiti istituzionali quali, per esempio, nei servizi socio sanitari quali quelli consultoriali e di servizio sociale specialistico, che operano in stretto raccordo con i Tribunali Ordinari e dei Minorenni. E’ necessario, in ogni caso, che l’operatore sia formato alla mediazione familiare”.

Cosa vi auspicate per la crescita della mediazione?”La mediazione può svilupparsi solo se accompagnata da interventi di sensibilizzazione in grado di introdurre nella cultura dominante un nuovo approccio alla gestione dei conflitti, all’interno di un sistema socio-politico fortemente condizionato dalla cultura e dall’approccio giuridico. Ci auspichiamo di poter avere maggiori contatti con gli operatori del diritto, considerati interlocutori privilegiati con cui confrontarsi per condividere obiettivi e specificità dell’intervento mediativo, da condurre parallelamente a quello legislativo.

pasqua lacatena

Avv. Lacatena, quali benefici derivano dalla collaborazione tra avvocato e mediatore familiare?” Rispondo come avvocato che si occupa di diritto di famiglia e come Mediatrice familiare, evidenziando preliminarmente che si tratta di due professioni assolutamente autonome e non sovrapponibili, che richiedono professionalità e competenze diverse, ma certamente utili entrambe all’utente finale. Da un lato l’avvocato può all’interno del quadro normativo   tutelare la famiglia, dall’altro il mediatore familiare può lavorare sulle dinamiche della coppia spostando le energie e l’attenzione dei separandi dal fallimento della coppia alla continuità del progetto genitoriale che cambia forma, ma rimane in essere. Il mediatore aiuta i genitori a trovare gli accordi relativi, sopratutto alla gestione dei figli, che spesso sono contaminati da dinamiche personali che rendono difficile all’avvocato la gestione del cliente. Un buon accordo che prevede   l’assunzione di responsabilità della madre e del padre in relazione ai figli, consente all’accordo stesso di durare nel tempo”.

Grande soggetto di interesse è il minore, che va sempre tutelato e che spesso, purtroppo, paga le conseguenze di aspri conflitti tra i genitori. Come può agire il mediatore per aiutarlo?

“L’aiuto che il mediatore dà al minore è quello di lavorare sul conflitto dei genitori. Il minore, in molte scuole di mediazione, non è presente nella stanza di mediazione, ma è comunque il soggetto su cui ogni e qualsiasi decisione produrrà effetto”.

Il cammino fatto dalla mediazione ha portato negli anni grandi risultati in termini di riconoscimento di competenze e chiarezza di ruoli. Quali gli ambiti di crescita e miglioramento per la categoria?

“In questo ambito sono stati determinanti le associazioni di categoria. In particolar modo l’AIMeF che è la prima organizzazione di Mediatori Familiari iscritta nell’elenco delle Associazioni Professionali previsto dall’art.2, comma 7, della Legge 14 Gennaio 2013, n. 4, – Disciplina delle professioni non organizzate in ordini – e tiene un e l e n c o nazionale privato dei M ediatori Familiari qualificati consultabile sul sito www.aimef.it. , lavora per la professionalizzazione del mediatore familiare richiedendo un costante aggiornamento e un pratica di continuo confronto attraverso la Suprvizione professionale. L’Associazione Italiana Mediatori Familiari è altresì inserita nella Norma UNI 11644 da Agosto 2016 con il titolo: “Attività professionali non regolamentate-Mediatore Familiare-Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”.

 

                                                                                             

 

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