Massimo Wertmuller e Anna Ferruzzo | “Iliade” reading di letture da “Omero, Iliade” di Alessandro Baricco

Iliade - Anna Ferruzzo e Massimo Wertmuller [fonte Teatro Palladium]

La guerra come desiderio, destino, fascinazione, condanna. Per “Heroes”, progetto artistico triennale 2017/19 di Crest e “Tra il dire e il fare” in ATS, martedì 24 ottobre, alle ore 21 all’ex convento di San Francesco, nell’antica Isola di Taranto, “Iliade” con Massimo Wertmuller e Anna Ferruzzo, reading di letture tratte dal libro “Omero, Iliade” di Alessandro Baricco (Feltrinelli, 2004), musiche originali dal vivo Pino Cangialosi. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria chiamando i numeri 366.3473430 – 099.4725780 (int. 1), dalle ore 10 alle ore 18.30. Biglietto 10 euro, ridotto 7 euro (under 30 e over 65).

Un grande progetto di rilettura del poema omerico, in cui Alessandro Baricco (con la consulenza della traduttrice Maria Grazia Ciani), smonta e rimonta l’Iliade, ma, soprattutto, “rinuncia” agli dei – notoriamente protagonisti, al pari degli umani, delle vicende legate alla guerra di Troia – e punta esclusivamente sulle figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della città assediata. Per realizzare questa operazione, letteraria e teatrale insieme, il saggista e narratore torinese ha attinto anche all’Odissea e a quelle Iliadi apocrife che dall’antichità sono “circolate” insieme al testo omerico.

Massimo Wertmuller e Anna Ferruzzo propongono un reading in prosa fluida, elegante e senza ridondanze, capace di conservare integro il fascino dell’antico e il cui adattamento teatrale privilegia una sequenza di personaggi capaci di regalare un ritmo incalzante alla narrazione. La soggettiva evocativa e potente dei grandi personaggi omerici che narrano in prima persona le vicende dell’Iliade vede protagonisti uomini e donne con le loro debolezze, le loro forze, i loro sentimenti e le loro paure che, in un testo che appare come un monumento alla guerra, rivelano invece una grande inclinazione alla pace.

Massimo Wertmuller

Nato a Roma, attore e doppiatore, dopo aver esordito in teatro nel 1976 con “Luci di Bohéme”, spettacolo presentato alla Biennale di Venezia, inizia a frequentare nel 1978 il Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti. Nel 1980 lavora in tv con Ugo Gregoretti (Straparole) e Gigi Proietti (Attore amore mio). In teatro è diretto da Lavia, Patroni Griffi, Corsini, Vaime. Ha partecipato a film di Lina Wertmüller, Scola, Magni, Corbucci, Vanzina, Nichetti, De Crescenzo. Tanti i lavori per la televisione (Il caso Dozier, L’infiltrato, L’avvocato delle donne, Positano, Nei secoli dei secoli, La squadra, Ris). Come doppiatore ha dato voce a Ed Harris (Potere Assoluto), Peter Gallagher (American Beauty), Billy Bob Thornton (Monster’s Ball). Lo scorso anno sul grande schermo in “Che vuoi che sia” di Edoardo Leo e “Orecchie” di Alessandro Aronadio e in tivù in “Lampedusa – Dall’orizzonte in poi” di Marco Pontecorvo, “Non dirlo al mio capo” di Giulio Manfredonia e “È arrivata la felicita” di Riccardo Milani.

Anna Ferruzzo

Tarantina, matura le prime esperienze artistiche in ambito teatrale con la compagnia Crest, diretta dai registi Mauro Maggione e Davide Iodice. Ricopre ruoli da protagonista nei film “Il miracolo” di Edoardo Winspeare, “Saimir” di Francesco Munzi, “Marpiccolo” di Alessandro Di Robilant, “Cado dalle nubi” di Gennaro Nunziante, “Isole” di Stefano Chiantini. Tra i lavori teatrali più recenti “In nome della madre” di Erri De Luca e il reading “Dal Risorgimento”, diretto insieme a Massimo Wertmüller. Tra le esperienze televisive più importanti la miniserie “Pane e libertà” di Alberto Negrin (2008) e “La leggenda del bandito e del campione” di Lodovico Gasparini. Più di recente al cinema in “Anime nere” di Francesco Munzi, ”Le ultime cose ”di Irene Dionisio, “Una questione privata” di Paolo e Vittorio Taviani e “Il Padre d’Italia” di Fabio Mollo, film per il quale è stata candidata ai Nastri d’argento 2017 come migliore attrice non protagonista. In tivù ne ”Il sindaco pescatore” di Maurizio Zaccaro, “Braccialetti rossi ” di Giacomo Campiotti e “In arte Nino” di Luca Manfredi.
Pino Cangialosi

Nato a Roma, musicista poliedrico, si dedica da anni alla ricerca delle possibili integrazioni e interazioni tra culture musicali diverse. Compositore, direttore d’orchestra, arrangiatore e multistrumentista (fagotto, pianoforte, percussioni) proviene dagli studi accademici (Pontificio Istituto di Musica Sacra e Conservatorio di “Santa Cecilia” di Roma) e da esperienze di world music. Svolge attività concertistica in Italia e all’estero (Francia, Olanda, Svizzera, Spagna, Ungheria, Cuba, Corea) in qualità di direttore ed esecutore, che lo porta ad esibirsi nelle più prestigiose sale da concerto, partecipando a festival, stagioni concertistiche e rassegne internazionali. Ha composto e diretto le musiche per moltissimi lavori teatrali, televisivi e cinematografici. con interpreti di fama internazionale. Fonda insieme a Marzouk Mejri nel 2011 la “IYI Orchestra”, di cui è direttore. È docente al Conservatorio di musica “Respinghi” di Latina.

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