Lezione di accoglienza al Liceo Aristosseno

vescovo buona

di MARIA SILVESTRINI
Tema del XV Convegno diocesano Migrantes è il messaggio che Papa Francesco ha inviato per la giornata mondiale dei Migranti che si svolgerà il 18 gennaio prossimo: “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. Ancora una volta luogo dell’incontro è una scuola, il Liceo Aristosseno, nella cui aula magna gremita di ragazzi è risuonato l’appello ad educarsi all’accoglienza e all’ascolto. Ad introdurre la lezione il nostro Arcivescovo mons. Filippo Santoro che ha fatto dell’attenzione ai rifugiati un punto di concreta testimonianza. “L’esperienza educativa, ha sottolineato, è fondamentale per costruire una società più giusta e disponibile all’ascolto, perché è nell’età adolescenziale che si forma la coscienza di chi siamo e si impara che la diversità non è un limite ma una risorsa”. Attraverso l’Ufficio Migrantes diretto da Marisa Metrangolo, moderatrice dell’incontro, la Chiesa di Taranto svolge un apostolato costante nei diversi luoghi in cui si incontrano gli stranieri di passaggio nella nostra città. La Stella Maris per l’accoglienza delle centinaia di marittimi che giungono nel nostro porto, gli incontri spirituali per i tanti immigrati regolari che svolgono attività in città ed in provincia, la catechesi delle famiglie rom e sinti, gli incontri per promuovere conoscenza e cordiale convivenza, sono tutte attività che l’Ufficio pone in essere per facilitare l’integrazione dei circa 12.000 migranti presenti nella nostra città. La gran parte sono rumeni, ucraini e polacchi di religione cattolica, ma ci sono anche folte comunità di cinesi e di cingalesi. Ma Taranto è anche in prima linea nell’accoglienza dei rifugiati attraverso l’Hotspot istituito dal Ministero dell’Interno due anni fa. Ne hanno parlato il Prefetto vicario dott. Volpe e il Consigliere comunale Massimiliano Stellato che ha portato il saluto del Sindaco. L’arrivo dei profughi e la loro accoglienza, particolarmente per i ragazzi senza famiglia, è coordinata con molta attenzione in collaborazione con l’assessorato ai Servizi Sociali, parole di elogio sono giunte dalle ONG interessate.
don Lucangelo

Dopo un breve saluto del Dirigente Scolastico Salvatore Marzo la parola è passata a Don Lucangelo De Cantis, che è entrato nel tema del convegno con semplicità e dottrina. “Non si possono spiegare le quattro parole con cui Papa Francesco indica le modalità per affrontare la questione dei migranti se non si parte dal valore antropologico della “persona”. E’ nel tempo della maturazione adolescenziale che ci si pone il problema dell’IO, del chi sono e del chi voglio essere. In questo tempo l’immagine che vado maturando di me stesso mi aiuta a comprendere l’altro. La Bibbia nelle sue pagine racconta proprio come l’Uomo sia sempre stato uno ‘straniero’ rispetto al mondo che lo circonda ed il grande Libro dell’Esodo insegna come faticosamente si esce da questa condizione attraverso l’Amore che è il segno della piena accettazione. Il Cristo Bambino era straniero e rifugiato, ciascuno se non si sente accolto si sente straniero anche nella sua casa e nel suo contesto. L’altro è uno come me, anche se mi inquieta e mi provoca, se mette a nudo le mie incertezze”. Appassionate e profonde le parole di don Lucangelo hanno sottolineato come accoglienza sia educazione alla ‘persona, protezione e promozione siano un segno di maternità consapevole e appassionata, integrazione sia scoprire il “segreto” dell’altro, aprirsi a lui per accoglierne gli aspetti validi e contribuire così ad una maggior conoscenza reciproca.
Il Convegno ha poi accolto le relazioni dell’avv. Ilaria Buonocore sulle novità legislative e giurisprudenziali sulla presenza dei migranti in Italia, dell’avv. Simona Scarpati, Assessore ai Servizi sociali del Comune di Taranto sulle politiche per l’integrazione dei Minori stranieri non accompagnati. Il capitano Achille Selleri ha raccontato le fasi del soccorso in mare della Guardia Costiera e la dott.sa Flavia Leopardo dell’Associazione ‘Noi e Voi’ ha spiegato le difficoltà e la capacità di “Conoscere e conoscersi” all’interno delle Comunità in cui i migranti sono ospitati e provano ad imparare l’abc del Paese che li ospita cercando di integrarsi. Dalle testimonianze di alcuni di loro gli alunni dell’Aristosseno hanno compreso quanto sia duro il cammino di chi lascia per fame e per guerra la propria terra.
Don Antonio Panico ha tratto le conclusioni del Convegno con le parole di Papa Francesco: “l’integrazione è un processo prolungato che mira a formare società e culture, rendendole sempre più riflesso dei multiformi doni di Dio agli uomini. Tale processo può essere accelerato attraverso l’offerta di cittadinanza slegata da requisiti economici e linguistici ma occorre innanzitutto favorire in ogni modo la cultura dell’incontro, moltiplicando le opportunità di scambio interculturale, documentando e diffondendo le buone pratiche di integrazione e sviluppando programmi tesi a preparare le comunità locali ai processi integrativi”.

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