Inaugurato a Taranto il centro di accoglienza per i senza fissa dimora.

 

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di GABRIELLA RESSA

(foto di Giuseppe Leva e Gabriella Ressa)

Domenica 19 novembre, in occasione della Giornata mondiale dei poveri, istituita da papa Francesco a conclusione del Giubileo della misericordia, la Chiesa di Taranto ha vissuto un grande momento di gioia con l’inaugurazione del Centro San Cataldo, situato in Palazzo Santacroce in Taranto. Destinato ai senza fissa dimora, il centro di accoglienza è stato presentato dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro nel corso della S.Messa in Cattadrale. Al suo fianco S.E. mons. Benigno Luigi Papa e S.E. mons. Bernard Aubertin arcivescovo di Tours (patria di San Martino).

Palazzo Santacroce esterno
Il centro costituisce un grandissimo risultato per tutta la città. Una risposta all’appello di papa Francesco, che ci chiede di guardare i poveri. E’ ubicato in Città Vecchia, a ridosso della Curia, e rappresenta un’opera concreta di carità.

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In Chiesa decine di volontari con felpe rosse che riportano la scritta: “Non lasciamoli soli: Dio ama chi dona con gioia”. “Anche i poveri hanno diritto alla bellezza – ha detto mons. Santoro quando in San Cataldo ha presentato l’opera – perché la bellezza è forma dell’Amore di Dio ed è educativa per chi si avvicina in questo luogo non avendo nulla”.

Palazzo santacroce interno 2

Palazzo Santacroce, residenza nobiliare dei baroni Santacroce, è datato alla seconda metà del 1700. La sua collocazione è fortemente simbolica perché è proprio alle spalle della Casa del Vescovo e quindi in simbiosi con quello spirito di carità che lo ha sempre animato. Il nostro Arcivescovo aveva espresso il suo desiderio di una Casa per i Poveri nel primo pellegrinaggio diocesano svoltosi a Loreto, ed aveva affidato alla Madre di Dio la grande speranza ed il grande impegno necessario per la creazione dell’opera.
Una struttura ampia e luminosa restaurata nel corso degli ultimi due anni, intitolata al nostro patrono San Cataldo. “ Un centro che nasce dal cuore della Chiesa, dal bisogno di amare e di essere amati, segno di felicità e di infinito”. Chi è il povero? Colui a cui manca qualcosa di essenziale come il cibo, un tetto, il lavoro.
Come ha ben spiegato mons. Tagliente, Palazzo Santacroce appartiene alla Curia ed i lavori di ristrutturazione sono stati realizzati nell’arco temporale di due anni. Il consolidamento statico ha necessitato di numerosi interventi di non facile attuazione. L’opera è stata realizzata con l’apporto economico di parrocchie, confraternite, privati cittadini ed anche della Conferenza Episcopale Italiana”. Il Centro si sviluppa su 1200 mq. quattro livelli collegati con scale ed ascensori.

Palazzo Santacroce cappella

Al suo interno la Cappella, gli uffici Caritas e quelli per l’assistenza legale e sanitaria, al primo ed al secondo piano i posti letto per uomini, donne, e minori non accompagnati, ma anche due miniappartamenti per ragazze madri. Non mancano la sala per la televisione e la biblioteca, ma innanzitutto docce e bagni che sono la prima necessità per coloro che vivono prevalentemente per strada. Posti letto che, ha spiegato il direttore Caritas don Nino Borsci, saranno assegnati sulla base di un colloquio affidato ai volontari del Centro di ascolto, e che non saranno a tempo indeterminato.

palazzo Santacroce stanza
L’ idea di mons. Santoro, che ha trovato realizzazione grazie al sostegno di molti ma in primis di mons. Emanuele Tagliente, fornisce una risposta concreta alla richiesta di aiuto di quanti non sanno dove dormire la notte. Ora Il Centro di accoglienza è nelle mani della Città di Taranto e della Diocesi. L’impegno di tutti deve essere quello di produrre frutti copiosi di carità.

 

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