Deceduto lo scrittore tarantino Alessandro Leogrande

alessandro leogrande

Improvvisamente è morto, nella sua casa romana, Alessandro Leogrande, scrittore tarantino, giornalista, figlio di Stefano Leogrande, già direttore della Caritas diocesana.
Leogrande, vincitore del premio Pozzale Luigi Russo nel 2016 e del premio internazionale Tiziano Terzani nel 2016, era vicedirettore della rivista Lo Straniero. Autore dei libri “La frontiera”, “Funo sulla città”, “Il naufragio. Morte nel Mediterraneo”, “Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali”, “Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del sud”, “Nel paese dei vicerè. L’Italia tra pace e guerra”, “Un mare nascosto.”
Profondamente legato alla sua terra d’origine e alla sua famiglia, viveva da tempo a Roma.
Pubblichiamo qui sotto il messaggio con il quale il padre Stefano ha comunicato la perdita di Alessandro. A lui e a tutta la famiglia Leogrande Radio Cittadella porge le più sentite condoglianze.

“Carissimi tutti, associati, amici e sostenitori dell’O.S.A., tutti noi, della famiglia Leogrande, vogliamo annunciarvi il prematuro ed improvviso ritorno alla Casa del Padre del nostro carissimo Alessandro. Dio ce l’ha, provvisoriamente ed immeritatamente, donato ed ora se l’è ripreso per conservarcelo, per il giorno, al nostro reincontro , nel Regno dei Cieli. Alessandro è stato un uomo di grande fede nel Cristo e nell’ uomo. Tutto questo l’ha portato, già da giovanissimo, nello scoutismo e successivamente nei campi di volontariato della Caritas Diocesana di Taranto in Albania e, come giornalista e scrittore, si è impegnato in difesa degli ultimi e dei ferocemente sfruttati nei più diversi contesti : nell’ambito del caporalato, degli immigrati, dei desaparecidos in Argentina, ed ovunque ci sia stato un sopruso. A Voi tutti, chiediamo una preghiera, perché la nostra Luminosa ed Alba Maria c’illuminino e ci diano la forza di superare il dolore e lo sgomento umano e che possa sempre l’O.S.A. essere apportatice di Luce ovunque.
Consentitemi, per favore, le lungaggini, che può fare un padre, che non riesce a lenire il proprio dolore. Alessandro, per me, era bellissimo. Alessandro era la Gioia, Che entrando in casa , ci coinvolgeva e travolgeva,roboante e trascinante;ma era anche il lavoro fatto bene, analitico e profondo; tutto alla ricerca della verità; ed era anche la denuncia; fatta con lo stile dell’annuncio, che, nonostante tutto, un mondo migliore, è ancora possibile. Ho sempre percepito, orgogliosamte, che la Sua essenza fosse molto, ma molto migliore della mia. Oggi questo padre si sente orfano. Sento pesantemente scendere le ombre nella mia vita. Spero tanto nella Luminosa”.
Stefano Leogrande

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