La Calata dei Magi tra cambiamenti e tradizione Sabato 6 gennaio a Lama, ritorna l’antica manifestazione

manifesto

di MARIA SILVESTRINI
Una tradizione che risale agli inizi del XX secolo è quella che rivive puntualmente, nella contrada di Lama, il 6 gennaio di ogni anno. Nata in un contesto contadino, intorno alla grande masseria “La Battaglia” nella cui chiesetta si svolgeva la sacra rappresentazione, ora “La Calata dei Magi” fa i conti con un comprensorio fortemente urbanizzato, in cui ricostruire memoria e tradizione è fatica quotidiana.

don Mimino Damasi, G. Bandello, G. Lombardo

Ne parla con serenità Don Mimino Damasi, parroco della parrocchia Regina Pacis, e presidente dell’associazione che si occupa della organizzazione dell’evento. “Trasmettere ai più giovani il significato della manifestazione, farli appassionare a ruoli e modalità che appartenevano ad un mondo così diverso dal loro, è il maggiore impegno dell’associazione. Gli anziani sono ormai scomparsi e le famiglie si sono rinnovate; tanti abitano nel nostro quartiere, ormai fortemente urbanizzato, ma provengono dalla città e non si riconoscono in questa tradizione. Il lavoro per avvicinare le nuove famiglie è lungo e capillare, dura tutto l’anno, ma nel giorno dell’Epifania finalmente l’intero rione fa festa, e sono tantissimi quelli che vengono dalla città e dai paesi vicini”.
Una giornata intera per vivere l’omaggio al Bambin Gesù dei tre Re Magi, i “Sapienti d’Oriente” che, come dice il cap.2 del Vangelo di Matteo, andarono a trovare ed adorare il Signore del mondo. L’azione comincia la mattina del 6 gennaio, preceduta da colpi ‘oscuri’ della banda musicale Santa Cecilia diretta dal Maestro Gregucci. A mezzogiorno l’asta fra le sette contrade per l’aggiudicazione della statua del Santo Bambino che, dalle 15,30 viene portato in processione fra le strade della contrada vincitrice. Quest’anno la Celebrazione Eucaristica della festa dell’Epifania precede la sacra rappresentazione, ad officiare don Lucangelo De Cantis, nuovo parroco della confinante parrocchia di S. Egidio al Tramontone.
“La Calata dei Magi – sottolinea don Mimino – non è un Presepe vivente, ma una vera azione scenica il cui testo antichissimo si ispira al Vangelo della nascita ed ai vangeli apocrifi e viene interpretato con religioso trasporto da piccoli e grandi trasformati in attori per l’occasione. I testi si tramandano spesso all’interno della stessa famiglia per cui capita che la fanciulla che quest’anno recita la parte della Madonna sia stata a suo tempo un Gesù Bambino di pochi mesi”. Oltre 40 gli interpreti che hanno affollato il salone parrocchiale nel corso della conferenza stampa, anche un corpo di ballo per rendere più movimentato il palazzo di Erode.
Quest’anno l’edizione è dedicata a Cataldo Barbieri, da sempre sostenitore e protagonista della festa, morto in un incidente stradale; “un amico che facciamo fatica a sostituire, che ci accompagna ancora con il suo entusiasmo trascinatore”.
Non mancherà uno spettacolo musicale conclusivo e i fuochi d’artificio, come si conviene ad ogni festa, poi si aspetterà un altro anno per riportare al centro della scena Gaspare, Melchiorre e Baldassarre con i loro mistici doni al piccolo Gesù.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...