Sesto anniversario della presenza a Taranto di mons. Filippo Santoro

mons. santoro 6 anniversario

di MARIA SILVESTRINI

«Vorremmo stimolare il governo a dare priorità alla questione del Mezzogiorno. Se cresce il Sud, lo sappiamo, cresce tutta l’Italia. Non è possibile un cammino di crescita del Paese in cui la forbice si allarga anziché restringersi», diceva pochi mesi fa Mons. Filippo Santoro, davanti al premier Gentiloni e ad un ricco parterre di ministri nel corso della 48° Settimana sociale della Chiesa cattolica. Alla questione del lavoro ed alle difficoltà che incontrano centinaia di famiglie per condurre una vita appena decorosa, il nostro Arcivescovo ha dedicato una vita. Vescovo di Taranto ha un passato da missionario in Brasile che lo ha consacrato come prelato di quelle “periferie” tanto amate da Bergoglio. «È bastato un sì per partire alla volta del Brasile. È bastato un altro sì per tornare, destinazione Taranto», con questa breve spiegazione Santoro raccontava nel 2012 la sua fede come continua obbedienza a Cristo e alla Chiesa. Era il 5 gennaio, vigilia dell’Epifania. Lo ricordiamo ancora scendere dalla lancia, venendo dal mare come il santo Vescovo Cataldo nostro Patrono. Da quel momento le sue attenzioni e la sua costante preoccupazione sono state per questa città e per i suoi abitanti.

mons. santoro
“Quando una realtà provoca, quando un annuncio provoca, bisogna mettere in moto la ragione innanzitutto. Essa, si muove e vuole sapere, vuole conoscere, vuole la risposta, e si muove sempre, particolarmente nell’età tipica della ricerca che è la gioventù. Poi, uno si adegua, si conforma, si siede; anche se mai la ragione scompare ma ci accompagna perciò è necessario muoversi, prendere sul serio i segni che il Signore ci offre”. E la realtà di Taranto, città difficile e devastata da lacerazioni e problemi, è stato il banco di prova di dom Filippo che ha voluto conoscere, sapere, quindi operare. Ha ‘consumato le suole delle scarpe’ come ama dire ed ha messo in piedi, tassello dopo tassello, concrete opportunità per i più soli ed emarginati. Il Centro notturno di accoglienza per senza tetto, “San Cataldo Vescovo”, inaugurato lo scorso novembre e per i migranti e i rifugiati, è in funzione il monastero “Gesù sacerdote” intitolato a Santa Teresa di Calcutta, che le Carmelitane hanno donato alla Diocesi.
Mons. Santoro ha festeggiato l’anniversario celebrando l’Eucarestia nella Chiesa di S.Egidio a Tramontone ed il giorno successivo nella Concattedrale. Nel corso dell’omelia ha detto: “In questa giornata dell’Epifania ricordo i sei anni del mio ministero qui a Taranto e allora, riguardando questo tempo passato, il primo sentimento che provo è che, anche tra gli impegni, le difficoltà, le circostanze difficili, mi trovo ad essere contento.Questa letizia perché?…perché ho risposto ad una vocazione, ad una chiamata e ho fatto un cammino. E poi l’ho fatto insieme con i sacerdoti, con i fedeli piccoli e grandi e con tante persone della nostra società; abbiamo camminato insieme per il bene della gente. … abbiamo percorso un cammino a servizio del Signore e al servizio delle persone che ci sono state affidate. ….Non siamo rimasti affacciati sul balcone, ma ci siamo buttati nella realtà. Vogliamo essere sempre di più dentro la vita quotidiana, portatori di Cristo, non di soluzioni magiche, ma di una presenza che ci fa stare con il cuore spalancato, attenti, facendoci provocare, facendoci ferire dalla realtà, non perdendo le occasioni e le circostanze che ci sono offerte, non lasciandole cadere, ma accogliendole. …E dopo questi sei anni in cui ho conosciuto la diocesi in tutti gli angoli e nei vari aspetti, è giunta l’ora di cominciare sistematicamente, la Visita Pastorale a tutte le parrocchie proprio per un’ulteriore vicinanza, per rafforzare i vincoli di appartenenza, portando insieme la luce del Signore che illumina le persone del nostro tempo.… Il mio augurio è che incontrando le persone nelle parrocchie, ciascuno di noi e tutta la Chiesa possiamo essere quella stella che illumina il cammino della nostra diocesi, della nostra società, per divenire come è successo per i Magi, portatori di una grande gioia e di una grande speranza”.
Buon cammino dom Filippo!

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